Sale la tensione politica in città in vista del decisivo appuntamento elettorale del 24 e 25 maggio. A far discutere è l’assenza del candidato sindaco del centrosinistra, Nello Pizza, al confronto pubblico organizzato dalla Rai e anche dalla tiv locale Telenostra. Un episodio che ha innescato la durissima reazione di Gianluca Festa, che legge questo forfait come il segnale di una coalizione in profonda crisi di idee e spaventata dal contraddittorio.
L’attacco frontale durante la presentazione della compagine “Viva la libertà” che, con Davvero, da anni appoggia il già sindaco di Avellino.
«Non sanno cosa dire – attacca senza giri di parole Festa, commentando l’atteggiamento degli avversari del campo largo – e le proposte che lanciano ogni giorno devono essere continuamente sconfessate. La verità è che stanno fuggendo dal confronto.Quando si tratta di cose serie non c’è partecipazione, né dibattito, né contraddittorio». Secondo il sindaco uscente, l’evitare i dibattiti pubblici sarebbe una mossa deliberata per coprire le difficoltà strutturali dello schieramento guidato da Pizza.
Il terreno di scontro più rovente rimane la gestione dei parcheggi in città, con le accuse sollevate dal centrosinistra su presunte opacità nel project financing della società di Catania. Festa risponde punto su punto, usando l’arma dell’ironia ma senza arretrare di un millimetro: «No, si è trattato semplicemente di un trabocchetto, quello che hanno provato a propinare agli avellinesi i rappresentanti del Campo largo. Potrei anche fare una battuta: mi sembra di assistere al “Signore dei tranelli”, perché provano a disseminare la città di trabocchetti sperando che gli avellinesi possano abboccare, ma questo non accadrà.»
Entrando nel merito tecnico della vicenda, Festa ha voluto smontare le polemiche relative alla bozza di accordo e all’indicazione di tribunali fuori regione per le controversie legali, definendole una normale prassi amministrativa strumentalizzata dall’opposizione: «Io ho solo spiegato qual è l’iter. Quando c’è un project financing, in tutta Italia accade che il privato presenti una proposta progettuale, un piano economico-finanziario, un piano di gestione e una bozza di convenzione, che è poi il contratto tra il Comune e il soggetto vincitore. Quindi è normale che, se una ditta di Roma o della provincia di Milano partecipa a un bando, nella bozza indichi anche il tribunale competente, che è quello previsto per legge. Tra l’altro la giustizia è uguale in tutta Italia. Non capisco quindi quale sarebbe il problema nell’indicare il tribunale di Milano piuttosto che quello di Canicattì.»
Per Festa, l’intera strategia del centrosinistra si riduce a un tentativo di distrazione di massa: «Insomma, si sta buttando tutto in caciara. Non sanno cosa dire, provano con effetti scenografici a confondere le idee e a creare tranelli».
L’analisi del sindaco si sposta poi sulla geografia politica del territorio, evidenziando il contrasto tra la compattezza della sua proposta per il Comune e la frammentazione degli avversari a livello provinciale con il campo largo spaccato su due candidati presidenti, RIzieri Buonopane del Pd e Fausto Picone di Italia Viva. Una frammentazione che, secondo Festa, mette a nudo la fragilità del progetto politico del centrosinistra: «Questa candidatura, oltre a consegnarci il dato di questa spaccatura del Campo largo, ci consente di valutare le proposte programmatiche. Valuteremo soprattutto quale sarà il ruolo del Comune capoluogo nei loro quattro anni di governo.»





















