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Un Avellino bello ma senz’anima esce sconfitto dal “Picco”, punito più dai propri limiti realizzativi che dalla superiorità dello Spezia. Al termine del match, Raffaele Biancolino si presenta ai microfoni con l’amarezza di chi ha visto la sua squadra produrre gioco, ma sciogliersi sistematicamente negli ultimi venti metri. La partita è stata lo specchio del momento biancoverde: manovra avvolgente, possesso palla superiore, ma zero cattiveria sotto porta. Lo Spezia, cinico e quadrato, ha capitalizzato l’unica vera sbavatura difensiva irpina.

“Siamo stati poco cinici, specialmente nell’ultimo passaggio –  ha esordito il mister nel post gara – “Ancora una volta abbiamo creato due o tre palle gol importanti, mentre loro sono stati bravi: con mezzo contrasto e un rimpallo ci hanno fatto gol. Noi invece arriviamo al limite dell’area con estrema facilità, ma poi non tiriamo“. Dalle parole di Biancolino emerge la frustrazione di un ex attaccante che non ritrova nei suoi uomini la malizia necessaria in certe categorie: “Abbiamo questo difetto: vogliamo portare la palla fin dentro la porta. In questo gioco serve furbizia, serve un tiro di punta, serve convinzione. Su un campo pesante come quello di oggi bisogna calciare dai 20-30 metri, perché una deviazione o un rimpallo possono risolverti la partita”.

Nella ripresa, Biancolino ha provato a scuotere i suoi cambiando l’assetto tattico, complice anche il calo fisico di alcuni interpreti: “Vedevo che potevamo spingere ancora, ma Fontanarosa non ce la faceva più per i crampi. Siamo passati a quattro, mettendo un trequartista e una punta in più, tornando al vecchio sistema. Abbiamo creato occasioni limpide, ma il tabellino non ci premia.” Il tecnico ha poi fatto un confronto col girone d’andata: “Eravamo un Avellino che produceva tantissimo ma lasciava troppi spazi. Passando a tre abbiamo trovato equilibrio e compattezza, ma oggi davanti è mancata la brillantezza”.

In chiusura, un passaggio obbligato sul mercato e sul prossimo impegno: “Izzo? Può giocare sia a tre che a quattro, è un innesto che ci dà soluzioni. Il Direttore e la società sanno se servono forze nuove, io penso al campo. Sabato ci aspetta una squadra ancora più forte (il Cesena, ndr.): il girone di ritorno è un altro campionato, serve molta più energia rispetto all’andata”.