Il voto per la presidenza della Provincia si farà, ma il rischio è che il futuro eletto resti sotto una sorta di “ombra” giuridica. A sostenerlo è il sindaco di Montefredane, Ciro Aquino, intervenuto in conferenza stampa insieme al commissario provinciale della Lega Luigi Barone dopo la decisione del TAR di Salerno di dichiarare cessata la materia del contendere sul ricorso.
“Non è che abbiamo avuto ragione – ha spiegato Aquino – abbiamo avuto la soddisfazione di andare al voto”, sottolineando però che le criticità restano. Il nodo principale riguarda la data indicata nel decreto di convocazione firmato dal presidente Rizieri Buonopane: “Il riferimento è all’11 giugno, ma la vera scadenza del mandato è il 18 dicembre 2025. La legge dice che si vota entro 90 giorni“.
Da qui l’allarme: “Chi si candida deve sapere che il voto potrebbe essere inficiato da un ulteriore ricorso. Il prossimo presidente sarà sub judice“. Aquino ha poi evidenziato anche un’altra criticità legata alla platea elettorale fissata al 2 maggio: “Molti amministratori oggi in carica non lo saranno il 6 giugno. Questo altera il corpo elettorale”.

















