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La partita vera si giocherà sulle quote rosa e sugli equilibri tra le anime politiche  del campo largo.

Perché se il neo eletto sindaco Nello Pizza ha sempre rivendicato l’idea di una giunta politica, espressione diretta dei partiti della coalizione, ora dovrà fare i conti con un doppio nodo: garantire la rappresentanza femminile ed evitare di lasciare qualcuno senza posti al tavolo del governo dopo la vittoria bulgara al primo turno delle comunali. 

Nove le deleghe da assegnare in una maggioranza ampia che tiene insieme Pd, M5s, Avs, Casa riformista, Psi, Radicali, Noi di centro e le civiche. Un mosaico complesso, nel quale il rischio di scontentare qualche forza politica appare inevitabile. Anche perché il rispetto della parità di genere restringe ulteriormente il margine di manovra del sindaco.

Il Pd, forte degli otto consiglieri eletti, punta ad ottenere almeno tre assessorati. Scontata appare la promozione di Luca Cipriano alla Cultura e alla Pubblica istruzione, mentre Nicola Giordano resta tra i nomi più accreditati per un incarico pesante come quello all’urbanistica, con l’ipotesi vicesindaco che continua a circolare. Ma i democrat dovranno necessariamente ragionare anche su una presenza femminile in giunta. E per questo che il vice di Pizza potrebbe essere la dem Enza Ambrosone.

In questo quadro prende quota il nome di Nicole  nella rosa degli assessori, alla sua seconda esperienza in consiglio comunale, ma forte di un considerevole pacchetto di voti ottenuti. 

Per il M5S in odore di assessorato il primo eletto Antonio Aquino, ma non si esclude una valutazione sul profilo esterno di Maura Sarno, coordinatore del Movimento e già assessore nella giunta Ciampi. 

E poi c’è la sinistra che ha eletto ben tre consiglieri, Francesco Iandolo, Antonio Bellizzi e AMALIO Santoro.

Le quote rosa potrebbero diventare decisive anche per altri gruppi della coalizione. In Casa riformista resta forte la promozione di Erica Stanco,fedelissima del riferimento politico Enzo Alaia, nonostante il primo eletto in lista risulti Sergio Trezza.

nella  lista direto riferimento del sindaco,  “Stiamo con Nello Pizza” si valuta l’ipotesi di indicare una donna per evitare nuove polemiche legate all’eventuale ritorno in giunta di ex assessori delle amministrazioni Festa e Nargi, ossia i primi eletti Geppino Giacobbe e Gianluca Gaeta.

Più complicata la situazione negli altri partiti minori. Noi di centro, pur avendo eletto Gino Iannace, rischia concretamente di restare fuori dall’esecutivo qualora Pizza decidesse di privilegiare figure femminili o tecniche per rispettare gli equilibri complessivi. Anche in area mastelliana, infatti, non si esclude la scelta di un nome esterno e donna. Uno scenario che potrebbe lasciare malumori in una forza che si aspetta rappresentanza dopo il contributo elettorale garantito al progetto del centrosinistra.

Discorso simile per alcune componenti civiche e per le forze minori del campo largo: con appena nove caselle disponibili, non tutti potrebbero trovare spazio nella squadra di governo. Ed è proprio qui che si misura la capacità politica del sindaco eletto, chiamato a tenere insieme una coalizione numerosa senza trasformare la distribuzione degli assessorati in una guerra di veti incrociati.

Resta poi il capitolo più delicato, quello delle Finanze. Pizza ha già fatto sapere di voler scegliere personalmente un tecnico esperto per proseguire il percorso di risanamento dei conti comunali. Una scelta che, inevitabilmente, sottrarrebbe un’altra casella ai partiti.

Le consultazioni partiranno nei prossimi giorni, ma il rebus appare già chiaro: garantire stabilità, rispettare le quote rosa e dare rappresentanza ai partiti senza lasciare esclusi eccellenti. Una quadratura tutt’altro che semplice per il nuovo sindaco.