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Due giovani di Solofra sono stati arrestati a Volla, ma sono stati successivamente scarcerati e sottoposti all’obbligo di dimora al termine dell’udienza di convalida celebrata a Napoli. Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Nola, Teresa Valentino, ha convalidato l’arresto in flagranza, ritenendo però che le esigenze cautelari potessero essere soddisfatte senza il ricorso alla custodia in carcere. I due uomini sono difesi dagli avvocati Mauro Iannone e Raffaele Tecce.

I fatti contestati. Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, i due sono stati fermati dai carabinieri della stazione di Volla in possesso di 186.500 euro in contanti e di numerose partite di pellame, della cui provenienza non hanno fornito spiegazioni convincenti. Durante l’identificazione in caserma, gli arrestati avrebbero tentato di corrompere i militari – un vice brigadiere e un appuntato scelto – offrendo l’intera somma per evitare la denuncia e riottenere i documenti sequestrati.

Le accuse. I due sono accusati di istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.) aggravata dall’intento di garantirsi l’impunità, e di ricettazione in concorso (art. 648 c.p.), per l’acquisto e la ricezione di denaro e pellame di sospetta provenienza delittuosa. Nonostante la gravità dei fatti e la spregiudicatezza delle modalità del reato, il giudice ha ritenuto sufficiente l’obbligo di dimora nel comune di Solofra, residenza degli indagati, per prevenire il pericolo di reiterazione del reato.