Tempo di lettura: 3 minuti

Si apre ufficialmente la corsa per la guida della Provincia di Avellino. Domani il presidente uscente, Rizieri Buonopane, formalizzerà la convocazione delle elezioni per il rinnovo della presidenza di Palazzo Caracciolo, avviando così un percorso che condurrà al voto nelle prossime settimane, in coincidenza con la scadenza del suo mandato fissata per l’11 giugno.

L’annuncio, comunicato direttamente ai consiglieri e ai partiti, rappresenta il passaggio istituzionale che dà il via a una fase politica delicata e ricca di interrogativi. Dal momento dell’indizione, infatti, decorreranno almeno quaranta giorni necessari allo svolgimento delle operazioni elettorali. Un arco temporale che proietta l’appuntamento alle urne tra metà e fine giugno, ma con variabili tutt’altro che secondarie. Tra i nodi principali c’è quello legato alla platea degli aventi diritto al voto. In particolare, resta da chiarire il ruolo dei consiglieri comunali del capoluogo, Avellino. In caso di ballottaggio alle amministrative, infatti, la proclamazione dei nuovi eletti potrebbe slittare oltre la metà di luglio, rendendo incerta la loro partecipazione al voto provinciale e influenzando quindi gli equilibri complessivi.

Non meno rilevante è il contesto giuridico-amministrativo. Sullo sfondo pesa il ricorso al Tar presentato dal sindaco di Montefredane, Ciro Aquino, che potrebbe aver inciso anche sulla scelta dei tempi dell’indizione. Parallelamente si muovono già le dinamiche politiche. Resta aperta la questione della possibile ricandidatura dello stesso Buonopane, ipotesi che lo vedrebbe nuovamente in campo come riferimento del centrosinistra. Una decisione che, al momento, non è stata ancora ufficializzata ma che potrebbe risultare determinante per la costruzione delle alleanze.

Il messaggio del presidente uscente è stato improntato alla chiarezza istituzionale: «Per correttezza, desidero informarvi che domani procederò a indire le elezioni per la presidenza della Provincia, nel pieno rispetto della scadenza del mio mandato». Ma sul piano politico non sono mancate le prime prese di posizione. Tra le reazioni più significative quella di Marcantonio Spera, primo cittadino di Grottaminarda, che ha sottolineato con toni decisi il percorso fin qui seguito dal gruppo: “Abbiamo sempre dimostrato lealtà, pur essendo spesso considerati amministratori alle prime armi. Fedeli al Partito Democratico, abbiamo sostenuto scelte mai realmente condivise” Parole che si accompagnano a un avvertimento politico preciso: “Se dovessero emergere soluzioni alternative, non troveranno il nostro sostegno”. Un segnale chiaro di tensioni interne e di un quadro ancora tutto da definire.

Con l’indizione ormai imminente, la partita per Palazzo Caracciolo entra dunque nel vivo. Tra incognite istituzionali e strategie politiche, la corsa alla presidenza della Provincia è appena cominciata.