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Il volto è quello di chi ha una voglia matta di recuperare il tempo perduto, ma le parole sono quelle di un veterano che sa pesare ogni virgola. Marco Sala si presenta ufficialmente alla piazza di Avellino e lo fa con la serenità di chi sente di essere nel posto giusto al momento giusto. Non è solo una questione di mercato, ma di radici: quelle della famiglia della sua compagna, che legano il biondo difensore alla terra irpina ben prima della firma sul contratto.

L’esordio di sabato scorso contro la Sampdoria è stato un concentrato di emozioni. Una vittoria pesante, arrivata nonostante un episodio VAR che ha sfiorato il surreale per durata e dinamica. “Sinceramente non mi aspettavo che confermassero quel rigore, le immagini parlavano chiaro –  ammette Sala con onestà, sorridendo però sul lieto fine – È stato indolore perché abbiamo vinto. Credo sia un record italiano di revisioni, lo ricorderò come una parentesi simpatica”. Al di là del singolo episodio, ciò che conta per l’ex Como è l’impatto con lo stadio: “Vedere oltre 10.000 persone è stato un colpo d’occhio pazzesco. Il sogno? Vedere lo stadio esaurito da qui alla fine, significherebbe che stiamo facendo qualcosa di grande“.

Dietro il debutto convincente c’è un periodo di sofferenza silenziosa. A Como, Sala è rimasto fuori lista, guardando la domenica dei compagni dal divano. Un’esperienza che lo ha temprato: “Ho sofferto tanto emotivamente, stare fuori non è facile. Ma ho usato quel tempo per allenarmi ancora più duramente. Sapevo che un giorno sarei tornato a sentirmi un calciatore e volevo farmi trovare pronto”.

La società biancoverde si è mossa con un anticipo quasi inedito, portandolo in Irpinia già il 20 dicembre. Una mossa strategica che ha permesso al difensore di adattarsi anche al terreno sintetico e di integrarsi tatticamente. Che sia 3-5-2 o difesa a quattro, per Sala non fa differenza: “Mi adatto alle richieste del mister, l’importante è mettere le mie qualità al servizio del gruppo”. Un gruppo in cui ha ritrovato un vecchio amico, Gennaro Tutino, per il quale ha parole di grande stima: “È fortissimo, è stato solo sfortunato con gli infortuni. Sabato si è sbloccato e sono certo che ci darà una mano enorme”.

Il messaggio finale è rivolto al girone di ritorno, descritto come “un altro campionato”: “I punti pesano di più, le squadre si rivoluzionano. Dovremo dare tutto perché nessuno ci regalerà nulla”.