E’ sata presentata questa mattina, nella cornice della Sala Grasso della Provincia di Avellino, la “Strada Irpinia”, un itinerario che mette in rete 22 Comuni all’interno del progetto nazionale “Le Strade più belle d’Italia”. Promossa da Italy Discovery per valorizzare il patrimonio paesaggistico, storico, ed enogastronomico dei territori e rafforzarne l’attrattività turistica, la strada irpina farà parte delle cento arterie più belle della penisola ed è stata già individuata tra le prime dieci del progetto.
Alla presentazione sono intervenuti Roberto Perticone, presidente di Italy Discovery, Cristina Mura, segretario nazionale della FIPTES, il sindaco di Monteverde Antonio Vella e il presidente della Provincia di Avellino Fausto Picone.
Come ha spiegato Perticone, il senso dell’iniziativa risiede nell’idea che il tracciato stesso diventi un motivo di attrazione turistica e un vero e proprio segmento di mercato. La strada consente di unire i comuni del territorio, garantendo uniformità alle iniziative e fornendo un supporto organizzativo condiviso. Su ciascun itinerario sono previsti eventi dedicati, pensati per far diventare la strada un elemento di forte richiamo, con un’attenzione particolare verso il mercato estero.
Da parte sua, il presidente della Provincia Fausto Picone ha rivolto i suoi più convinti complimenti al Comune di Monteverde, che fa da capofila all’iniziativa. Picone ha collegato direttamente il progetto alla promozione del territorio,dei suoi paesaggi e del turismo, richiamando il lavoro che l’ente provinciale porta avanti attraverso Sistema Irpinia e ringraziando tutti coloro che hanno lavorato nei mesi scorsi per raggiungere questo traguardo importante.
Il sindaco di Monteverde, Antonio Vella, ha invece rimarcato l’obiettivo profondo dell’operazione: riscoprire le risorse storiche, culturali e ambientali e valorizzare lo straordinario patrimonio dei prodotti della terra. Vella ha sottolineato l’importanza del fare rete e dello “stare insieme” delle istituzioni per dimostrare che in Irpinia si sa lavorare bene e con qualità, costruendo un pacchetto turistico capace di travalicare i confini regionali e parlare al mondo intero.
Infine, soffermandosi sulle prospettive future, il sindaco ha chiarito che se il finanziamento ministeriale attuale copre la promozione delle strade, gli itinerari hanno poi bisogno di essere concretamente percorsi. La speranza è che questa fase promozionale sia “l’antefatto rispetto al fatto”, ovvero il preludio a un finanziamento vero e proprio che permetta di sistemare la sede stradale e far diventare l’itinerario un vero brand di rilevanza nazionale.
Il tracciato si intitola “I colori del vento nel grano” e si snoda per 112 chilometri attraverso i borghi dell’Irpinia centro-orientale. La partenza è fissata a Frigento, a 911 metri di altitudine, mentre l’arrivo è a Monteverde, a 740 metri.
Dal punto di vista altimetrico, la strada disegna un profilo tutt’altro che lineare. Dopo il via da Frigento, il punto più basso si tocca a 450 metri d’altezza, nel tratto compreso tra Paternopoli e Castelfranci. Da lì la carreggiata torna a salire fino a raggiungere i 914 metri di Nusco, per poi ridiscendere ai 666 metri di Torella dei Lombardi. Il percorso riprende poi quota risalendo agli 870 metri di Sant’Angelo dei Lombardi e ai 910 metri di Taverne di Guardia, prima di iniziare la discesa finale verso Bisaccia (860 metri), Aquilonia (750 metri) e infine Monteverde.
Nelle intenzioni dei promotori, la “Strada Irpinia” non è soltanto una striscia d’asfalto, ma una rete culturale complessa. Il nome stesso ne racchiude la chiave di lettura: il vento evoca i crinali e le campagne, il grano richiama la terra, il lavoro e la memoria, mentre i colori rappresentano la pluralità di borghi e comunità che conservano la propria identità dentro un’unica storia territoriale. Il viaggio si articola attorno a dieci grandi temi: la terra e il grano, la vite e il vino, l’acqua, la pastorizia, la cucina, il fuoco, la fede, la musica, la storia e la luce.
La porta d’ingresso è Frigento, legata alla terra e al grano, celebre per la Tirata dei Carri Covoni, le iniziative dedicate alla cicerchia e lo sguardo che si apre dal cosiddetto “Balcone d’Irpinia”. A soli 4,3 chilometri dalla partenza si incontra Gesualdo, dove il tema si sposta sulla storia e sulla musica: il suo castello, legato alla figura del principe dei madrigalisti Carlo Gesualdo, ospita rievocazioni, rappresentazioni della Passione ed eventi di musica popolare.
Proseguendo lungo il tracciato, al chilometro 13,8 si giunge a Paternopoli, tappa dedicata alla vite e al vino con il suo celebre Taurasi Docg, le visite alle aziende agricole e le degustazioni. Al chilometro 21 si trova Castelfranci, dove la cultura enologica si arricchisce con il Wine Festival, la Festa della Vendemmia, la Festa del Vino Aglianico e il calore ancestrale dei fuochi della Focalenzia.
Al chilometro 29,2 Cassano Irpino introduce il tema dell’acqua grazie alle sue ricche sorgenti, affiancandolo a quello della castagna. Poco dopo, al chilometro 32,3, s’incontra Montella, immersa nel Parco dei Monti Picentini e famosa per la Castagna di Montella Igp, i boschi, i tartufi e i funghi. Il suo territorio offre attrattive come l’Altopiano di Verteglia, le Cascate del Tuorno, il Convento di San Francesco a Folloni e il Santuario del Salvatore.
Superata Montella, al chilometro 36,5 si arriva a Bagnoli Irpino, la cui icona è l’Altopiano Laceno (a 1.050 metri di quota), sede dell’unico comprensorio sciistico della Campania. Bagnoli è nota anche per la Sagra e la Mostra Mercato del Tartufo Nero, oltre che per le produzioni del Pecorino e del caciocavallo podolico.
Poco più avanti, al chilometro 46,5, l’antica sede vescovile di Nusco incarna il valore della convivialità attraverso la Notte dei Falò, la Sagra dei Cicaluccoli, la musica e l’artigianato. Al chilometro 55,1 si raggiunge Torella dei Lombardi, borgo medievale arroccato tra l’Ofanto e l’Ansanto e dominato dal Castello Candriano di origine longobarda; il paese conserva la memoria del regista Sergio Leone e ospita eventi come il Falò di Sant’Antonio Abate e la manifestazione “Sapori Antichi”.
Il viaggio prosegue verso Sant’Angelo dei Lombardi (chilometro 61,6), luogo simbolo di spiritualità con le sue feste patronali, il Cammino di San Guglielmo e la celebre Sagra delle Sagre. Al chilometro 64,4 si trova Rocca San Felice,legata alla tradizione pastorale con il Pecorino, la Ricotta e l’Agnello di Carmasciano, celebrati durante la Festa Medievale e il Festival dei Cortili.
La cucina tipica trova la sua massima espressione nella tappa di Taverne di Guardia (chilometro 69,3), dove la tradizione regala piatti storici come lagne e ceci, cìngule e foglie, maccheronari, pizza di mais e migliatieddri. Si entra poi nel paesaggio del Formicoso arrivando a Bisaccia (chilometro 84,2), con il suo castello ducale affacciato sulla valle dell’Ufita, la produzione del guanciale del Formicoso, l’oliva masciatica e l’arte casearia.
Al chilometro 99,2 Aquilonia riprende il filo conduttore del grano attraverso il sito dell’antica città di Carbonara, il Museo della Civiltà Contadina e la suggestiva Notte del Grano. Il percorso principale si chiude infine al chilometro 112 con Monteverde, definito il “Paese della Luce”: riconosciuto come borgo dell’inclusione, Monteverde ospita il nido della rara cicogna nera e regala un’ampia veduta panoramica sulla diga di San Pietro.
Le deviazioni e i punti d’interesse
Dal tracciato principale si diramano nove deviazioni che permettono di raggiungere altrettanti punti di interesse situati a breve distanza, tra i 4 e i 10 chilometri.
Da Paternopoli, compiendo una deviazione di circa 10 chilometri, si possono raggiungere Fontanarosa, Taurasi e San Mango sul Calore. Fontanarosa è nota per la maestria nella lavorazione della pietra e per la spettacolare Tirata del Carro di Paglia di agosto, un obelisco alto circa 28 metri rivestito di paglia e trainato a braccia e con i buoi in onore della Madonna della Misericordia. Taurasi accoglie i visitatori tra cantine, vigneti e degustazioni del suo pregiato vino, mentre San Mango sul Calore si presenta come un museo a cielo aperto ricchissimo di murales e installazioni dedicati alla vita contadina.
Muovendosi da Sant’Angelo dei Lombardi per circa 6 chilometri si arriva alla storica Abbazia del Goleto, mentre da Rocca San Felice, con soli 4 chilometri di deviazione, si raggiunge la Mefite: una pozza sulfurea di 4.000 metri quadrati e profonda meno di 2 metri, le cui acque ribollono continuamente per via dei gas di anidride carbonica e acido solfidrico che fuoriescono dal sottosuolo.
Proseguendo lungo l’itinerario, a circa 6 chilometri da Guardia Lombardi si trova Morra De Sanctis, patria di Francesco De Sanctis, custodita dal Castello Biondi Morra e dal Parco Letterario. Sempre a 6 chilometri dal tracciato principale si colloca Andretta, con il suo Museo della Civiltà Contadina.
Nella porzione più orientale, da Bisaccia si possono percorrere circa 10 chilometri per raggiungere Lacedonia, sede del Museo Visivo Irpino dedicato alla fotografia e alle immagini. Proprio nel paesaggio che si estende tra Bisaccia e Lacedonia, le pale eoliche del Formicoso sono state integrate all’interno del racconto dell’itinerario come esempio positivo di risorsa naturale — il vento — utilizzata per generare energia pulita e rinnovabile. Infine, dal bivio di Aquilonia una deviazione di 10 chilometri conduce a Calitri, celebre per i suoi caciocavalli fatti stagionare nelle grotte.
Turismo, identità e collegamenti
La “Strada Irpinia” si propone come un’esperienza aperta a famiglie, scolaresche, escursionisti, amanti della storia, della musica e dell’enogastronomia, oltre che a chiunque cerchi forme di turismo inclusivo. Lungo il percorso verranno organizzate degustazioni, visite a cantine e aziende agricole, laboratori di cucina, cammini, visite guidate a castelli e chiese, incontri con artigiani e produttori ed eventi didattici sulla civiltà contadina. Per dare organicità al progetto, si prevede una segnaletica dedicata, un’identità visiva comune e una narrazione digitale integrata, lasciando però a ciascun Comune la valorizzazione del proprio tema specifico, con l’obiettivo di distribuire i flussi turistici e prolungare i tempi di permanenza sul territorio.
Anche l’accessibilità logistica è strategica. Per chi parte da Frigento, il casello dell’autostrada A16 a Grottaminarda si trova a soli 11 chilometri (circa 12 minuti di auto), mentre la futura stazione dell’alta velocità Napoli-Bari “Hirpinia” dista 15 chilometri (15 minuti). Per chi invece si trova sul versante di Monteverde, il casello di Candela sull’A16 Napoli-Canosa dista 20 chilometri (15 minuti di viaggio), la stazione ferroviaria di Rocchetta Sant’Antonio-Lacedonia è a 10 chilometri (10 minuti), e la nuova fermata dell’alta velocità Foggia-Cervaro si trova a 50 chilometri, percorribili in circa 40 minuti.


















