Roberto Fico, candidato alla Presidenza della Regione Campania. torna in Irpinia accompagnato dal parlamentare e vice presidente del M5s, Roberto Fico, e rilancia sull’emergenza idrica.
Lo aveva già fatto qualche giorno fa il suo competitor, Edomodo Cirielli, a capo delal coalizione di centrodestra.
“Abbiamo compiuto un buon lavoro finora, ma oggi è fondamentale conferire stabilità alle commesse, affinché tutti gli operai, in particolare quelli altamente specializzati, possano pianificare il loro futuro con serenità”, dice in premessa riferendosi al Governo regionale uscente .
Poi l’appello al voto, posto il forte rischio antensionismo, e quindi l’emergenza idricia: “La gestione pubblica del servizio idrico deve essere garante di un servizio essenziale. Fico ha criticato la gestione del Consorzio Alto Calore, “che è stata inefficiente e va assolutamente riorganizzata”. Secondo Fico, per risolvere la crisi idrica, è necessario affidarsi a “grandi manager pubblici” con nomine basate su trasparenza, merito e competenza. Ha inoltre evidenziato come la rete idrica attuale sia obsoleta, con perdite che in alcune zone arrivano fino al 60%. “Un dato inaccettabile”, ha commentato. Per affrontare la crisi idrica problematica, Fico ha proposto la creazione di una compagnia pubblica regionale per la gestione della grande adduzione idrica, affiancata da una società mista, con l’obiettivo di attrarre investimenti e rinnovare le infrastrutture del territorio.
Riguardo alla situazione delle aree interne della Campania, Fico ha tracciato i punti fondamentali del suo programma elettorale. “Il diritto alla mobilità, che implica una rete viaria efficiente; l’acqua, come risorsa essenziale; e la sanità, con una razionalizzazione dei punti di assistenza, l’introduzione della telemedicina e il rafforzamento della medicina territoriale”.
Sulle recenti dichiarazioni del governatore uscente Vincenzo De Luca, che ha proposto di non istituire un assessorato specifico per le aree interne, Fico ha espresso il suo dissenso. Pur riconoscendo la validità di alcune riflessioni, ha ritenuto necessario un approccio operativo concreto. “Non si tratta di ‘piantare bandierine’, ma di agire efficacemente. Sarebbe utile concentrare in un’unica direzione operativa tutte le competenze necessarie a sviluppare concretamente le aree interne e le isole minori”.




















