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C’è un nome, tra quelli finiti nella maxi inchiesta sugli appalti pubblici truccati coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, che inevitabilmente apre interrogativi anche nell’ambito istituzionale. È quello dell’ingegnere Matteo Iannotti, 43enne di Cerreto Sannita, inserito nell’elenco dei 31 indagati per i quali la Procura ha impugnato davanti al Tribunale del Riesame il rigetto delle misure cautelari disposto dal Gip.

Un’inchiesta pesante, che ipotizza – a vario titolo – reati che vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione, passando per turbativa d’asta, falso e gestione illecita dei subappalti. Secondo gli inquirenti, attorno al cosiddetto “Sistema Caprio” si sarebbe consolidata nel tempo una rete di imprenditori, tecnici e professionisti capace di influenzare l’assegnazione di appalti pubblici nell’Alto Casertano (e stando a quanto riporta Cronachedi, anche nel Sannio).

Tra quei nomi compare appunto Matteo Iannotti. Ed è qui che la vicenda assume un rilievo tutto sannita e soprattutto politico-amministrativo. Perché mentre l’indagine prosegue e la Procura insiste chiedendo nuovamente misure cautelari, l’ingegnere risulta oggi regolarmente in servizio presso la Provincia di Benevento. Sul portale istituzionale dell’Ente compare infatti come responsabile del “Servizio Edilizia Scolastica e Gestione Rete Scolastica”, settore estremamente delicato perché direttamente collegato alla gestione degli edifici scolastici provinciali e agli interventi pubblici destinati alle scuole.

Un dettaglio che pesa ancora di più alla luce di un altro elemento: Iannotti avrebbe vinto il concorso alla Provincia di Benevento proprio nel 2023, dunque in una fase successiva all’emersione pubblica dell’indagine, esplosa già tra il 2020 e il 2022 con perquisizioni e sequestri eseguiti anche nel Sannio dalla Guardia di Finanza.

Va chiarito con nettezza che allo stato non esiste alcuna condanna nei confronti dell’ingegnere e che tutti gli indagati devono considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva. Ma resta il dato politico e amministrativo di una vicenda che inevitabilmente pone interrogativi enormi sull’opportunità, sui controlli e sulle verifiche effettuate in fase di selezione e affidamento di incarichi pubblici così delicati.

Anche perché la Procura, nonostante il rigetto iniziale del Gip, ha deciso di andare avanti. Il pubblico ministero Anna Ida Capone ha infatti impugnato il provvedimento davanti al Riesame di Napoli, insistendo sulla richiesta di misure cautelari nei confronti dei 31 indagati. Il Tribunale dovrà pronunciarsi a Giugno. 

Secondo la ricostruzione investigativa, il presunto sistema non si sarebbe limitato a singoli episodi isolati ma avrebbe operato attraverso una rete stabile di rapporti tra imprese, tecnici e professionisti in grado di orientare gare e affidamenti pubblici. Una contestazione gravissima che ora rischia di proiettare ombre anche sulla Provincia di Benevento, considerando il ruolo attualmente ricoperto da Iannotti nell’ambito dell’edilizia scolastica.

Se Atene piange, Sparta non dire. Mentre a Palazzo Mosti incombe forte l’inchiesta su Santamaria ed il presunto coinvolgimento di altri dirigenti, alla Rocca dei Rettori comincia a respirarsi aria di preoccupazione. Nel frattempo però le voci si rincorrono ed oltre a condividere la preoccupazione per le inchieste che incombono, Provincia e Comune pare siano in procinto di condividere anche un Tecnico.

Ma questa, inevitabilmente, è un’altra storia. E merita un approfondimento a parte, spazio e attenzione. Ne parleremo presto.