“Una memoria non solo storica e vetusta ma soprattutto una finestra sul futuro”. Azzurra Immediato, curatrice della mostra di foto di Peppe Biancardi dal titolo “Echi d’Entroterra”, ospitata presso Futuridea nell’area del Musa a contrada Piano Cappelle di Benevento, ha presentato con queste parole la mostra sulle aree interne che consta di circa una ventina di opere. La visione delle stesse, esposte con un percorso guidato dal Responsabile delle Relazioni Istituzionali di Futuridea, Francesco Nardone, con la presenza dello stesso autore Biancardi, è stata occasione per un confronto partecipato sui temi della tutela del paesaggio, dell’agricoltura e sul futuro stesso dei territori rurali e delle aree interne. La mostra “Echi d’Entroterra”, sostenuta dalla Regione Campania, è aperta tutti i giorni (è consigliata la prenotazione).
Ad aprire il confronto, Nardone ha sottolineato come ci sia bisogno di luoghi e iniziative capaci di raccontare i territori attraverso immagini, storie e visioni: “Futuridea vuole essere uno spazio di dialogo e progettazione condivisa, dove cultura, agricoltura e paesaggio diventano elementi centrali per immaginare uno sviluppo sostenibile e consapevole delle nostre aree interne”. Poi ha aggiunto: “Noi ci stiamo spendendo tanto su questo tema nazionale che ci riguarda da vicino. Vogliamo parlare alle coscienze e dare una prospettiva futura per chi vive questi territori”.
Futuridea continua così il suo impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale e rurale, promuovendo occasioni di incontro, riflessione e crescita per le comunità locali. Al confronto hanno preso parte questo pomeriggio anche dirigente, docenti e allievi dell’Istituto Superiore “Salvatore Rampone”, partner di Futuridea, che intendeva promuovere un programma di educazione civica nelle scuole. Il dirigente Nazzareno Miele ha spiegato: “La scuola deve essere aperta al territorio. Futuridea rappresenta un’ente d’eccellenza del Sannio. Gli studenti hanno intrapreso un percorso visitando la Diga di Campolattaro ed in questo contesto la mostra di foto di Biancardi costituisce la tappa di un percorso che si concluderà a maggio su temi fondamentali come le aree interne”.
Dal canto suo, Biancardi ha voluto illustrare la sua ispirazione alla base degli scatti fotografici e una vocazione più squisitamente votata all’arte, spiegando che in realtà la fotografia è stata messa in forte e diretta correlazione con l’arte. Si tratta, ha spiegato Biancardi, “di un viaggio poetico in quelle che da tempo sono definite ‘aree interne’”. Biancardi ha voluto raccontare il territorio con ogni suo scatto nel tentativo di indagare e animare l’identità di un territorio antico. Il suo scopo è quello di intessere un dialogo plurimo che respira e narra la storia invisibile dell’entroterra sannita.
La curatrice della mostra Immediato ha quindi commentato: “Le aree interne non sono zone residuali. Abbiamo la necessità e il dovere di custodire un paesaggio e raccontarne le nuove prospettive. Uno sguardo dalla finestra, tutto quello che può nascere. Quella che viene definita arretratezza significa aver salvato qualcosa per poter ricominciare”.




















