Si chiude con un’assoluzione piena il procedimento per ricettazione che vedeva imputato A.G., 35enne di Ceppaloni, finito sotto processo per la presunta detenzione di dispositivi informatici di provenienza illecita. Il Giudice Monocratico del Tribunale di Benevento, dott.ssa G. Palmieri, al termine del rito abbreviato, ha pronunciato sentenza di assoluzione escludendo la responsabilità penale dell’imputato.
La vicenda trae origine dalle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Benevento, che aveva portato alla citazione diretta a giudizio per il reato di ricettazione. Secondo l’impostazione accusatoria, l’uomo avrebbe ricevuto e detenuto diversi dispositivi – tra cui uno smartphone Redmi Xiaomi, due iPad e una Apple Pencil – ritenuti provento di un furto consumato il 23 settembre 2023 ai danni di una struttura sanitaria del territorio sannita.
Gli inquirenti avevano ricostruito il quadro indiziario attraverso la querela della persona offesa e una serie di accertamenti tecnici, tra cui l’analisi dei tabulati telefonici e l’acquisizione di dati relativi ai dispositivi, oltre ai verbali di riconsegna dei beni. Elementi che avevano portato il pubblico ministero a sostenere l’accusa in giudizio, chiedendo al termine della discussione la condanna dell’imputato a un anno e quattro mesi di reclusione.
Nel corso del procedimento, la difesa, rappresentata dall’avvocato Salvatore Pignatiello, ha invece contestato la ricostruzione accusatoria, mettendo in evidenza l’assenza di prove certe sulla consapevolezza della provenienza illecita dei dispositivi, elemento essenziale per la configurazione del reato di ricettazione. Una linea che ha trovato accoglimento nella decisione del giudice, che ha ritenuto non raggiunta la prova oltre ogni ragionevole dubbio, pronunciando così l’assoluzione con la formula più ampia.
La sentenza mette fine alla vicenda giudiziaria, ribaltando l’impostazione iniziale dell’accusa e sancendo l’insussistenza del reato contestato.




















