Tempo di lettura: 2 minuti

Sono soli, in un Paese straniero, e stanno pagando ogni spesa di tasca propria. È la denuncia che arriva alla redazione da Francesco Pio Errico, 21 anni, imprenditore beneventano, attualmente bloccato a Dubai insieme a Michael Ingordigia, 22 anni, barbiere. Una vicenda che, al di là delle versioni ufficiali, solleva interrogativi pesanti sull’assistenza istituzionale ai cittadini italiani all’estero.

I due giovani spiegano: “Abbiamo provveduto personalmente al pagamento dell’albergo e di tutte le altre spese sostenute finora. Nessun aiuto economico, nessuna copertura straordinaria”. Solo risorse proprie per far fronte a una situazione che definiscono complessa e ancora irrisolta. Alla reception della struttura avrebbero anche mostrato una comunicazione ufficiale ricevuta dal Governo di Dubai, nel tentativo di chiarire la propria posizione. Ma, secondo quanto riferiscono, quel documento sarebbe stato ritenuto non valido dall’hotel, che avrebbe posto un aut aut: pagare o lasciare la struttura.

“Questa è la reale situazione attuale”, scrivono. Una frase che pesa come un macigno, perché racconta la distanza tra le rassicurazioni che spesso accompagnano casi simili e la concretezza di chi, invece, deve fare i conti con spese quotidiane, pressioni e incertezza.

Errico e Ingordigia dichiarano di aver tentato ripetutamente di contattare il Department of Economy and Tourism e l’Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi, senza però ottenere risposte. Un silenzio che alimenta amarezza e frustrazione. Perché al di là degli aspetti burocratici, resta la percezione – netta nelle loro parole – di essere stati lasciati soli.

La vicenda sta generando preoccupazione anche nel Sannio, dove amici e familiari seguono con apprensione gli sviluppi. Non si tratta solo di una questione amministrativa o di una controversia alberghiera: qui c’è il tema più ampio della tutela dei cittadini italiani all’estero, soprattutto quando si trovano in difficoltà.

Essere giovani, essere all’estero, trovarsi improvvisamente in una situazione di stallo e dover fronteggiare tutto con le proprie forze: è questa l’immagine che emerge dal racconto dei due beneventani. Un’immagine che contrasta con l’idea di una rete diplomatica pronta a intervenire nei momenti critici.

Ora resta da capire se e quando arriveranno risposte ufficiali. Perché, al momento, l’unica certezza – stando alla loro versione – è che il conto continua a crescere e che ogni giorno a Dubai ha un prezzo che stanno pagando da soli.