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Sono passati quasi quaranta giorni dall’arresto di Gennaro Santamaria. Il super dirigente del Comune di Benevento resta in carcere. Il Riesame ha confermato la misura cautelare. Il quadro, almeno sul piano giudiziario, non si è mosso.

Ma nelle ore immediatamente successive a quello che fu un vero terremoto, si registrò un episodio che ancora oggi lascia più di un interrogativo. Le dimissioni di Costantino Caturano.  Un passo indietro arrivato il giorno dopo l’arresto. Tempismo che ha indotto più di qualche sospetto.

Perché Caturano non è una figura qualsiasi. Da tempo viene indicato come uomo di fiducia di Santamaria, il suo riferimento all’interno della Cisl. Un rapporto stretto, consolidato, riconosciuto negli ambienti comunali. Non solo vicinanza, ma un vero e proprio asse.

E dentro questo asse, più di una volta, emergono dinamiche che raccontano molto. Pressioni, confermate da alcune fonti interne, esercitate sui dipendenti per orientarne l’adesione al sindacato. Una “moral suasion” che, secondo le stesse ricostruzioni, si sarebbe riproposta anche nell’ultima tornata per il rinnovo delle rappresentanze della Funzione Pubblica Cisl. Un ruolo da dominus, capace di incidere sugli equilibri interni.

Poi c’è la storia personale. Il precedente alla Provincia di Benevento, con quel concorso vinto e poi annullato per mancanza del titolo richiesto. Una macchia che non ha impedito l’approdo successivo a Palazzo Mosti, dove invece il requisito risultava perfettamente in linea. O, come qualcuno continua a sussurrare, “quasi cucito su misura proprio da Gennaro Santamaria”.

Ma il punto più delicato riguarda un altro fronte. Il Contratto di Fiume “Basso Calore Beneventano”, uno dei dossier ambientali più rilevanti per il territorio, approvato dalla Regione Campania nell’ottobre 2023 con l’Ente Parco Regionale Taburno Camposauro come capofila.

E qui il nome di Caturano torna ancora. In un duplice ruolo che solleva più di una perplessità: da un lato presidente dell’Ente Parco, soggetto capofila del progetto; dall’altro tecnico ambientale del Comune di Benevento, ente direttamente coinvolto. Un intreccio evidente, un collegamento diretto tra due livelli decisionali che si incontrano sullo stesso dossier.

Secondo alcune ricostruzioni interne, proprio Santamaria lo avrebbe indicato come suo uomo di riferimento anche su questo fronte. Una figura ponte, capace di muoversi tra ente parco e Comune, in un ambito dove ambiente, pianificazione e gestione delle risorse si intrecciano con scelte amministrative strategiche.

L’inchiesta su Santamaria va avanti. Ma attorno a lui iniziano a emergere relazioni, ruoli, connessioni. E soprattutto movimenti che, riletti oggi, assumono un peso diverso.

Caturano resta sullo sfondo. Ma potrebbe essere uno dei nuovi pezzi del domino pronti a cadere se dovesse crollare il castello costruito intorno alla figura di Gennaro Santamaria.