Croccantino quale volano di sviluppo enogastronomico e turistico. Presentata la nuova edizione di una festa che richiama migliaia di consumatori e turisti nel centro di San Marco dei Cavoti, interessati a gustare una leccornia, tra le tante che quel territorio offre a piene mani, frutto di una tradizione lunghissima che affonda le sue radici nei secoli. Per quattro giorni San Marco dei Cavoti sarà il fondale per una esposizione dei torroni famosi in tutto il Paese all’insegna del buongusto e della gioia del palato.
Il torrone peraltro diventa un’occasione di richiamo per un’area che vanta tante eccellenze oltre che una storia particolare che la lega persino alle Alpi Alte francesi da cui provenivano i ri-fondatori dell’area abitata a seguito di Carlo d’Angiò.
Dal 5 all’8 dicembre prossimi, come ogni anno, il croccantino sarà il padrone del territorio per quella che si ricorderà come la XXIII^ edizione della Festa del torrone, il dolciume che farà da richiamo e che sarà festeggiato da tanti artisti da strada. Ma non di soli dolciumi si tratterà: infatti, l’attenzione sarà puntata anche sulle Giornate Neonatologiche ed anche su una Gara podistica nella tradizione della Passiata San Diodoro, per chiudere infine i battenti su una tradizione nella tradizione, cioè nella produzione in piazza di un Mega croccantino che animerà la domenica pomeriggio dalle 15,30.
L’edizione del 2025 di questa festa è stata presentata oggi nella Sala Consiliare della Rocca dei Rettori, sede della Provincia. Il sindaco di San Marco dei Cavoti, Angelo Marino, ha sottolineato: “Abbiamo deciso di non rendere dispersivo l’evento. Gli avventori che potranno assistere all’evento potranno sicuramente accettare una suddivisione in quattro giorni”
Il primo cittadino fortorino ha illustrato le grandi aspettative dell’Amministrazione per il profilo del croccantino quale volano turistico: “Gli anni scorsi abbiamo registrato presenze dalla Puglia, dal Basso Lazio, dal nord Calabria e anche da Basilicata e Molise. Ci sono state moltissime presenze l’anno scorso sebbene il tempo sia stato un vero disastro con piogge”. Infine il Sindaco ha motivato la sua legittima aspettativa del successo della prossima edizione: “Abbiamo ricevuto richieste dalla Polonia, dalla Lettonia che hanno richiesto questi prodotti. Un fiore all’occhiello regionale”.
Il sindaco di Benevento Clemente Mastella ha condiviso l’entusiasmo del suo omologo di San Marco dei Cavoti, spiegando di aver offerto questi prodotti del centro fortorino ai Papi che si sono succeduti nel corso degli anni anche quando lui stesso ricopriva la carica di Vice presidente della Camera dei Deputati, ed ha consegnato una sua “ricetta” per garantire il successo del prodotto: “Conservate l’originalità del prodotto”.
Il Presidente della Provincia Nino Lombardi, nel partecipare alla presentazione, ha rimarcato: “Questa Festa è l’esaltazione del gusto. Noi rappresentanti delle Istituzioni abbiamo il compito di indirizzarli per la filiera delle aree interne, sollecitando la programmazione della filiera insieme ad associazioni del territorio”.
La docente dell’Unisannio Rossella Del Prete, intervenuta alla conferenza ctampa, ha spiegato: “Il torrone è un prodotto di eccellenza. Esalta l’intero territorio. Si punta alla promozione del torrone e del turismo enogastronomico. Occorre conservare caratteristiche del borgo”.
E’ intervenuto Patrizio Tremonte, docente di Microbiologia degli Alimenti dell’Università del Molise, evidenziando come, con la XXIII edizione, la festa non è più soltanto evento ma sistema fertile per una Carta degli Impegni condivisa. La prima parola di questa carta è innovazione:”Il croccantino nasce come prodotto innovativo: unisce filiere diverse di diverse aree geografiche dentro uno dei territori più interni del Mezzogiorno. Il suo passato e il suo futuro sono segnati dall’innovazione: conservarlo senza evolverlo significherebbe condannarlo a un lento declino”.
Dall’Innovazione discendono le altre quattro parole-chiave indicate dal docente che sono
1. Convergenza → l’opposto della marginalizzazione delle aree interne; territori che collaborano, crescono.
2. Ricerca scientifica → sinergia tra Unimol e Unisannio per qualità, sicurezza e sviluppo.
3. Qualità → dei processi, delle materie prime, del valore nutrizionale e salutistico.
4. Futuro → la festa come piattaforma di crescita, non solo celebrazione del passato.
La Carta degli Impegni proposta rappresenta così un orizzonte progettuale e operativo in cui Festa, imprese, istituzioni, università e cittadini possono riconoscersi come comunità attiva e generativa.


















