In carrozza, si parte. O meglio, nel girone C il girone di ritorno ha preso già il via ieri con i primi due anticipi Picerno-Cerignola (1-1) e Cavese-Sorrento (1-0) mentre oggi scenderanno in campo le due big Catania (a Foggia, ore 12:30) e Salernitana (a Siracusa, ore 14:30). Il programma nei quartieri alti della classifica si completerà domani con Benevento-Crotone (ore 20:30) e Cosenza-Monopoli (ore 20:30), ma a tenere banco nel girone centro-meridionale di terza serie sono le tante situazioni in bilico che potrebbero avere un impatto devastante sulla regolarità del torneo. Per ora non siamo ancora all’allarme rosso della scorsa stagione, culminato con l’esclusione a marzo di Taranto e Turris con la classifica riscritta (!!!) e una quantità industriale di punti di penalizzazione comminati a pioggia per irregolarità amministrative.
“Non si ripeterà più, scriveremo regole più rigide per iscriversi”, tuonarono all’epoca i vertici della Lega Pro consapevoli dell’insostenibilità del sistema. A distanza di un anno, invece, ci risiamo con tante situazioni in bilico quando il giro di boa è appena iniziato. Il fronte più caldo è Trapani, di nuovo deferito per irregolarità amministrative dopo il -8 di partenza, ma non mancano anche altri scenari al limite che stanno obbligando i presidenti quasi a smobilitare per ridurre al minimo i costi e completare la stagione.
A Siracusa, dopo il deferimento per gli stipendi non pagati relativi al bimestre settembre-ottobre 2025 sembra scontata una penalizzazione e si addensano nubi all’orizzonte per il club che sta cercando di fare cassa vendendo i calciatori che hanno mercato, motivo per il quale oggi i siciliani affronteranno la Salernitana in grande emergenza senza Alma, Ba, Frosali e Guadagno. Anche a Crotone, prossimo avversario della capolista Benevento, il futuro è incerto con la proprietà che poco prima di Natale ha annunciato l’intenzione di ridurre il monte ingaggi ed il primo a lasciare lo Scida in tale ottica è stato l’ex giallorosso Filippo Berra approdato alla Salernitana. Non stanno meglio gli altri gironi dove, in quello B, a novembre il Rimini è stato messo in liquidazione ed escluso dal campionato mentre nel gruppo A la Triestina sta facendo i conti dall’inizio dell’anno con un pesantissimo -23 in classifica, frutto di irregolarità amministrative. No, la Lega Pro non ha imparato la lezione ed arrivare a giugno sarà tutt’altro che semplice con l’unica strada perseguibile in futuro che è quella di una drastica riduzione delle 60 squadre di Serie C, del tutto insostenibili con i costi attuali alimentati anche da presidenti che in estate spendono oltre le loro possibilità.




















