C’è un filo che da Roma arriva fino a Benevento. Un filo giudiziario, fatto di presunte mazzette, appalti pubblici e nomi che oggi riemergono dentro una delle gare più pesanti degli ultimi anni per il capoluogo sannita.
Dietro la maxi gara da oltre 36 milioni di euro per la progettazione e realizzazione dell’impianto di depurazione del capoluogo sannita compare una società il cui gestore di fatto è oggi ancora indagato dalla Procura di Roma in una pesante inchiesta su presunte mazzette e appalti pilotati legati ad Autostrade per l’Italia.
Si tratta della “Rillo Costruzioni srl”. Nelle carte dell’indagine romana, Fulvio Rillo viene indicato dagli inquirenti come “gestore di fatto” della società e protagonista – insieme ad altri soggetti – di un presunto sistema corruttivo costruito attorno a un appalto ASPI da 76,5 milioni di euro per lavori autostradali tra Campania, Lazio e Puglia.
Le accuse contestate sono durissime. La Procura parla apertamente di “accordo corruttivo”, di informazioni riservate sulla gara, di pressioni per accelerare verifiche e aggiudicazioni e di somme di denaro promesse per orientare l’esito dell’appalto.
Secondo gli atti, sarebbero stati pattuiti circa 360mila euro come mazzetta destinata ad Antonio Bargone e ulteriori 100mila euro destinati – tramite Bargone – a Vincenzo Voci, contract manager di ASPI. E non solo. Per gli inquirenti una parte di quella presunta tangente sarebbe stata già versata.
Nelle carte si legge infatti che “Rillo Costruzioni srl” avrebbe già corrisposto 64.128 euro quale quota-parte dell’importo pattuito come “prezzo della corruzione” per l’aggiudicazione dell’appalto autostradale. Soldi che, secondo la Procura, sarebbero transitati tramite bonifico bancario direttamente dai conti della società, dissimulati con l’emissione di una fattura per operazioni oggettivamente inesistenti.
Un’inchiesta ancora aperta. Dopo la chiusura delle indagini preliminari, dovrebbe pronunciarsi il 27 maggio 2026 il Tribunale di Roma, II collegio, II sezone. Un’indagine pesantissima. E un nome che oggi ricompare dentro una delle gare pubbliche più importanti degli ultimi anni nel Comune di Benevento.
La RTI risultata vincitrice dell’appalto del depuratore di Benevento comprende proprio la “Rillo Costruzioni srl”. Un dettaglio tutt’altro che secondario, soprattutto considerando il livello delle contestazioni mosse dalla Procura romana.
E c’è un altro elemento che inevitabilmente alimenta interrogativi. A classificarsi seconda nella gara sannita è stata infatti “Acciona Agua S.A.”, colosso internazionale specializzato proprio nella realizzazione di impianti di depurazione e opere idriche in tutto il mondo.
Tradotto: una delle aziende più importanti del settore si è fermata dietro la cordata in cui compare la società il cui gestore di fatto è oggi indagato nell’inchiesta sulle presunte mazzette per gli appalti autostradali.
Nessuna contestazione, allo stato, riguarda direttamente la gara del depuratore di Benevento. Ed è bene precisarlo. Ma il punto politico e amministrativo resta enorme. Mentre a Roma si indaga su presunti appalti truccati, relazioni manipolate, pressioni interne e denaro destinato – secondo l’accusa – a pilotare aggiudicazioni pubbliche, a Benevento la stessa società continua a vincere gare milionarie. Ma inevitabilmente si tratta di una pura coincidenza.




















