“Dopo una lunghissima gestione straordinaria si chiude il dissesto voluto circa dieci anni fa dall’allora neo Sindaco Mastella. È stata la formidabile arma per impostare, in tutti questi anni, una campagna di comunicazione fondata sulle colpe di “quelli di prima”. Anche se “quelli di prima”, come è noto, sono tutti abili e arruolati nelle fila di Noi di Centro, dal Vice-Sindaco di “prima” all’assessore al bilancio di “prima”, per finire a uno stuolo di consiglieri tutti provenienti dall’esperienza amministrativa di “prima”. Ma a noi non interessa più di tanto la polemica spicciola, specie considerando che a pagare il conto del dissesto sono stati centinaia di cittadini, professionisti e imprese che sono riusciti a realizzare, dopo tanto tempo trascorso, solo il 60% dei propri crediti.
E al riguardo si impone una prima importante considerazione: oggi la procedura si avvia alla chiusura con un saldo attivo di oltre 42 milioni di euro, il che significa che vi era la disponibilità economica per soddisfare i crediti al 100%. Invece, con le transazioni al 60%, ai 1.403 creditori sono stati liquidati quasi 11 milioni di euro in meno.
11 milioni sottratti al circuito economico, negati a chi ne aveva sacrosanto diritto per prestazioni e forniture rese al Comune! Una doppia penalizzazione, dunque, consistente in un pagamento quasi dimezzato e intervenuto a distanza di circa un decennio. Ci chiediamo: è stato giusto agire in tal modo allorquando vi era la capienza per pagare integralmente tutti?Ed è stato opportuno farlo in una fase in cui le difficoltà degli operatori economici sono sempre più evidenti e numerose attività commerciali sono costrette a chiudere i battenti?
Sarebbe opportuno analizzare poi nel dettaglio i 24 milioni di euro di debiti esclusi dalla massa passiva, al fine di comprendere le ragioni di tale esclusione. Quanti di questi rientreranno nella competenza del bilancio del Comune e che impatto potrebbero avere sulla gestione ordinaria dell’Ente?
Così come sarebbe utile verificare quanti siano i creditori che non hanno accettato le transazioni al 60% , e quindi a quanto ammontano i debiti rimasti fuori dal piano di estinzione e a cui il Comune, una volta chiuso il dissesto, sarà tenuto ancora a far fronte.
Altro capitolo riguarda le tasse locali che per anni i beneventani hanno pagato al massimo. Ora che l’Amministrazione dichiara che i conti sono risanati è certamente possibile ridurre subito, in modo mirato, le aliquote IMU, l’addizionale IRPEF e il Canone Patrimoniale. Siamo pronti ad aprire un confronto sul tema: si convochi il Consiglio e se ne discuta, così da aprire una fase nuova che possa alleggerire i pesi fiscali che oggi gravano su cittadini e imprese”.
I consiglieri comunali di opposizione Francesco Farese, Luigi Diego Perifano, Giovanna Megna, Floriana Fioretti, Raffaele De Longis, Giovanni De Lorenzo, Marialetizia Varricchio, Angelo Miceli.



















