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Una scena che va oltre il semplice tentato furto e che racconta un senso di insicurezza sempre più diffuso. In contrada San Vito, a ridosso dell’area del centro commerciale Buonvento, una madre si è trovata faccia a faccia con i ladri mentre teneva in braccio la figlia di appena un anno e mezzo, con un’altra bambina di quattro anni presente in casa. Un episodio che segna, che spaventa e che solleva interrogativi pesanti sulla sicurezza di una zona che i residenti definiscono ormai “esposta”.

Secondo quanto denunciato da una residente, nella serata di ieri tre malviventi, con il volto coperto, hanno provato a introdursi all’interno dell’abitazione sfruttando un ingresso secondario che affaccia sul giardino. L’obiettivo era una porta scorrevole in vetro, forzata più volte nel tentativo di aprirsi un varco. A mettere in fuga i ladri sarebbe stata proprio la proprietaria dell’abitazione che, insospettita da rumori provenienti dall’esterno, si è accorta della presenza dei malintenzionati. Una reazione che ha evitato il peggio, costringendo i tre a scappare prima di riuscire a entrare. Ma resta lo choc. In casa, infatti, erano presenti anche due bambini piccoli, testimoni inconsapevoli di una scena che ha lasciato la famiglia profondamente scossa.

Il racconto: “Ero sul divano con mia figlia, poi quel rumore. Volevano entrare comunque, con i bambini in casa”

A ricostruire quei momenti è Sabrina, ancora sotto choc. “Ieri sera erano le 20:34. Ero sul divano, stavo allattando la mia bambina di un anno e mezzo, quando ho sentito un rumore metallico, come un giravite sulla serratura. Ero di spalle alla vetrata, ma ho capito subito che si trattava di ladri. Mi sono girata con la bambina in braccio e ho visto un uomo che cercava di scassinare la porta per entrare”. La reazione della donna è immediata, ma il comportamento dei malviventi è ciò che più inquieta: “Ho iniziato a urlare, ma lui non è scappato subito. Mi sono avvicinata alla vetrata, sono arrivata vicinissima a lui e ho visto che non era solo: c’erano altre due persone”. Solo dopo le urla insistenti, i tre si sono dati alla fuga.

“Ci hanno viste, eppure volevano entrare”. Dai filmati emerge un elemento ancora più inquietante:Prima di provare a entrare si è spostato lateralmente per guardare dentro. Ci ha viste, ha visto me e le bambine. Mio marito era a letto perché stava poco bene. Nonostante questo, volevano entrare lo stesso”.

La paura cresce ulteriormente alla luce di quanto emerso dalle immagini: “In un primo momento avevo visto due persone, ma riguardando i video ho capito che erano in tre”. E poi il dettaglio più allarmante: “Si vede chiaramente che uno di loro aveva un pugnale, un’arma a serramanico. È allucinante non potersi sentire al sicuro in casa propria”. In casa, oltre alla piccola di un anno e mezzo, c’era anche una bambina di quattro anni e mezzo: “È stato tremendo. Mia figlia più grande ha visto tutto ed è traumatizzata tanto quanto me”.

Secondo la donna, non si tratterebbe di un episodio casuale: “Una vicina ha visto una macchina con un uomo che osservava la zona. Probabilmente faceva da palo, mentre gli altri sono entrati nel mio giardino”.

La denuncia si allarga alle condizioni del quartiere, ritenute determinanti: “Qui è completamente buio, non ci sono telecamere. Di fronte al mio giardino c’è una struttura senza nemmeno un faro, è campagna aperta. Possono entrare quando vogliono. Non ho mai visto una volante passare qui sotto. È una zona poco controllata, poco illuminata, terreno fertile per i malintenzionati

Il quadro diventa ancora più preoccupante guardando agli altri episodi: “Non è il primo furto nella zona. Anni fa hanno rubato un’auto, quest’estate hanno tentato due volte in una casa qui sotto.” E proprio nelle stesse ore: “Quando mi ha chiamato una vicina ero da altri residenti che hanno appena comprato casa. Hanno trovato la vetrata scassinata. Sono andati prima da lei e poi da me”. Inoltre: “Dalla questura mi hanno detto che, dopo essere scappati da casa mia, si sono spostati nella via qui sotto e hanno tentato anche lì”.

Infine un appello: “Dobbiamo far capire che questa situazione non va. È una zona troppo presa di mira e servono contromisure adeguate”. E poi l’invito a non restare in silenzio: “Vogliamo fare clamore, nella speranza che serva a ottenere qualcosa. Così non si può andare avanti”.