Si è concluso con una sentenza di assoluzione “perché il fatto non costituisce reato” il processo a carico di Olindo Castelluccio, 63enne di Apice, celebrato dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Benevento, dott.ssa Monaco. La decisione ha escluso ogni responsabilità penale dell’imputato, ponendo fine a una vicenda giudiziaria iniziata con un arresto in flagranza. L’uomo è stato difeso dall’avvocato Luca Russo.
Secondo quanto ricostruito nella fase delle indagini, all’uomo veniva contestata la detenzione, ai fini di cessione a terzi, di sostanza stupefacente del tipo eroina e 6-monoacetilmorfina. In particolare, gli inquirenti avevano indicato un quantitativo complessivo di circa 17 grammi, ritenuto equivalente a circa 64 dosi medie singole. La sostanza, secondo l’accusa, sarebbe stata rinvenuta all’interno di un pacchetto di sigarette custodito nel vano portaoggetti lato conducente dell’autovettura “Lancia Musa” sulla quale viaggiava il 63enne. Nel dettaglio, gli investigatori avevano sequestrato tredici involucri, ciascuno del peso di circa un grammo, oltre ad ulteriori cinque involucri analoghi, per un totale che aveva portato alla contestazione di detenzione a fini di spaccio.
L’uomo era stato inizialmente arrestato e sottoposto a misura cautelare, con applicazione degli arresti domiciliari. Successivamente, la misura era stata attenuata con l’obbligo di firma e con l’obbligo di dimora nel comune di Apice, accompagnato dalla prescrizione di non allontanarsi dalla propria abitazione nelle ore notturne. Il procedimento era stato incardinato attraverso giudizio immediato, richiesto dalla Procura della Repubblica in data 1 luglio 2024. Il decreto era stato emesso dal GIP del Tribunale di Benevento, dott. Landolfi, che aveva ritenuto sussistente l’evidenza della prova sulla base degli atti di indagine, tra cui informative dei Carabinieri, verbali di arresto, perquisizioni personali, veicolari e domiciliari, sequestri e una relazione tecnica sullo stupefacente.
Nel corso del processo, tuttavia, il quadro accusatorio è stato completamente ridimensionato. All’esito dell’udienza monocratica, il giudice ha stabilito che i fatti contestati non integrano alcuna ipotesi di reato, pronunciando una sentenza di assoluzione con formula piena. Determinante è stata l’attività difensiva dell’avvocato Luca Russo, che ha sostenuto l’insussistenza della condotta penalmente rilevante, riuscendo a far emergere elementi decisivi per l’esito favorevole del giudizio.




















