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Sono piccoli, quasi impercettibili. Eppure loro ti percepiscono. Ti percepiscono eccome. A Benevento ne stanno installando circa 1800, di questi intelligentissimi dischi neri. Il fine è dichiarato, a tratti quasi nobile: trovarti un posto libero.

Verrebbe da evocare la governamentalità di Foucault: l’arte di governare non vietando, ma regolando. I flussi vengono lasciati liberi, sì, ma gli argini sono ben stretti. Alla base c’è una sorta di “liberalismo”: credi di agire in libertà, ma la tua azione viene già predisposta. Il disco non ti guarda, ma ti conta: registra la tua presenza e la trasmette.

Verrai, così, per tua fortuna, indirizzato verso uno stallo blu libero, affinché, facendo leva sulla pigrizia, tu possa pagare il parcheggio, invece di cercare una, ormai introvabile, striscia bianca. Ed è proprio questo il punto. Credi che sia stato fatto per te, credi che sia stata un’agevolazione nei tuoi confronti, ma la fetta di torta più grande non va a chi la riceve: va sempre a chi decide come tagliarla. La torta.

Ed eccolo qui, il conduire des conduites di Foucault. Nessun divieto, nessuna violenza visibile. I comportamenti degli individui si guidano. Una sorta di invisibile collare infinito, che non sai dove finisce, ma sai bene da dove inizia, dal tuo soffocamento. Soprattutto quando provi a tirare. Però con un’agevolazione: hai 15 minuti bonus!

Si potrebbe ufficialmente dichiarare conclusa l’era del “mi parcheggio qui per due minuti”. Che poi due minuti non erano mai. Lo sapevi tu e ora lo sanno anche loro.