Alcuni cantidati alle prossime elezioni al Consiglio Regionale in Campania hanno risposto all’appello lanciato nei giorni scorsi della Associazione Libera per una procedura di ascoltoe condivisione su temi quali la legalità, la trasparenza e i beni confiscati alle mafie. Hanno risposto a Libera candidati Rosa Razzano (Lista PD), Lucio Ferella (Avs), Nicola Boccalone e Lucia Rosella (Cirielli Presidente, Francesco Fiorillo e Gianna Piscitelli (Fico Presidente), Angelo Miceli (Avanti Campania), Luisa Sannino (Per) Fabio Serpini Benedetto (Dimensione Bandecchi), Bepi Izzo (Casa Riformista). Ad inviare messaggi di scuse all’Associazione sono stati Mino Mortaruolo, Lorena Pacelli e Mario Ferraro.
Il confronto tra Associazione e Candidati è stato supportato dall’Università del Sannio, che ha voluto mostrare la propria sensibilità rispetto ai valori della legalità. Proprio la Rettrice Maria Moreno ha voluto illustrare i motivi di questo confronto affermando: “Si tratta di tematiche molto importanti e sensibili. Un confronto apolitico e sulle esigenze territoriali”. Il referente di Libera Michele Martino ha spiegato: “Occorre corresponsabilità da parte della società civile. Stringere alleanze civiche, temi, sulla memoria sul riutilizzo dei beni confiscati sul gioco d’azzardo. Occorre una politica che sia predisposta ad accogliere le istanze e vertenze. Bisogna costruire un gioco di squadra per una Campania libera dai clan, libera dalla corruzione dal malaffare dalle clientele dal clientelismo. i diritti devono restare diritti. Non bisogna indebolire la democrazia”. Martino ha poi ricordato come la Campania sia purtroppo quella con il maggior numero di Comuni sciolti per infiltrazione mafiose: “Oggi la criminalità organizzata è disponibile a dare alleanze. Noi chiediamo alla politica di dire chiamare di non avere a che fare con la camorra. Dobbiamo porre questi quesiti. La democrazia non può essere schiava di questi meccanismi che non potranno mai dare uguaglianza e diritti per tutti”. Il referente di Libera ha infine ricordato come l’Ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta sia stata una delle pochissime aziende ospedaliere sciolte per infiltrazioni camorristiche.





















