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Bambini costretti a stare con la faccia al muro, immobilizzati nei passeggini nonostante il pianto, strattonati e schiaffeggiati. E ancora offese sull’aspetto fisico e piccoli che, secondo l’accusa, sarebbero stati costretti a mangiare con la forza. Sono alcuni degli episodi ricostruiti dalla Procura di Benevento nell’inchiesta sui presunti maltrattamenti all’asilo delle Battistine. Ora le indagini sono chiuse e sono cinque le persone coinvolte.

Tre suore e due educatrici. È nei loro confronti che il pm Olimpia Anzalone ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Ma dalle carte emerge soprattutto un dato: sono 28 i bambini indicati come persone offese, nati tra il 2022 e il gennaio 2025. Alcuni, dunque, erano piccolissimi: la Procura parla di un’età compresa, all’epoca dei fatti contestati, tra 10 mesi e 3 anni. Le indagate sono tre religiose di 34, 59 e 60 anni, difese dall’avvocato Valentina Ippolito, e due educatrici beneventane di 55 e 36 anni, assistite dagli avvocati Giovanni La Motta e Carmine Ruggiero. Per tutte l’accusa contestata è quella di maltrattamenti in concorso. A tutelare le persone offese sono gli avvocati Antonio Leone, Viviana Olivieri, Cecilia Del Grosso, Vittorio Fucci, Giulio Penna, Daniele Cella, Fabio Ficedolo e Valeria Crudo.

Le accuse: dagli schiaffi ai bambini lasciati con la faccia al muro

È il contenuto dell’avviso a restituire la ricostruzione degli investigatori. Secondo l’accusa, nell’asilo si sarebbero verificati strattonamenti, schiaffi, scuotimenti, urla, offese e punizioni. Ci sono bambini che sarebbero stati presi per il codino e trascinati, altri immobilizzati per diversi minuti. Alcuni sarebbero stati lasciati nei passeggini, con le cinture allacciate, nonostante piangessero disperatamente. In altre occasioni la punizione sarebbe consistita nel tenere i piccoli con la faccia rivolta verso il muro.  E poi gli schiaffi: sui piedini, alla nuca. Secondo gli inquirenti, alcuni bambini sarebbero stati spinti con forza verso il cuscino per obbligarli a dormire. Nelle carte compare anche un episodio del 18 gennaio 2026: una bambina sarebbe stata strattonata e colpita con giocattoli di plastica dura. Oggetti che, secondo l’accusa, sarebbero stati utilizzati in altre occasioni anche per colpire i bambini sulle mani o sulla testa. Tra i piccoli citati c’è anche un bimbo di appena 10 mesi. 

Le offese sull’aspetto fisico e il momento dei pasti

Non soltanto presunte violenze fisiche. L’avviso descrive anche le parole che sarebbero state rivolte ai bambini. Uno di loro sarebbe stato definito grasso e invitato a mettersi a dieta; una bambina, invece, sarebbe stata messa davanti allo specchio e invitata a guardare quanto fosse brutta. Altri commenti avrebbero riguardato il modo di vestire o di mangiare dei piccoli. C’è poi il momento dei pasti. Secondo la ricostruzione della Procura, alcuni bambini sarebbero stati fisicamente bloccati e costretti a ingerire il cibo, introducendo con forza il cucchiaino nella loro bocca nonostante si opponessero. Per gli inquirenti, tutto questo avrebbe generato un clima di umiliazioni e sofferenze che avrebbe coinvolto anche gli altri bambini presenti e costretti ad assistere alle presunte condotte. 

L’inchiesta si è sviluppata anche attraverso una consistente attività tecnica. Nell’avviso vengono indicate numerose registrazioni audio e video, realizzate tra novembre 2025 e febbraio 2026 e ora a disposizione delle difese. Nei mesi scorsi il gip Roberto Nuzzo aveva disposto il divieto di dimora a Benevento per le cinque indagate. Per le due educatrici il Riesame aveva poi sostituito la misura con l’interdizione dall’attività lavorativa. Adesso, con la chiusura delle indagini, si apre la fase delle difese. Le cinque donne hanno venti giorni per presentare memorie, produrre documenti, svolgere investigazioni difensive o chiedere di essere interrogate. Soltanto dopo la Procura deciderà se procedere con l’esercizio dell’azione penale.