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Verrebbe da dire che il vino, più della politica, riesce dove tutto il resto fallisce. E così, tra gli stand e i calici del Vinitaly 2026, è andata in scena una piccola tregua dal sapore… frizzante.

Protagonisti Clemente Mastella e Luigi Barone, affiancati dal sindaco di Montefredane Ciro Aquino. Fino a pochi mesi fa divisi da schermaglie, affondi e posizionamenti opposti — tra Europee e Regionali — oggi sorridenti, fianco a fianco, davanti a un calice.

Nessun vertice segreto, nessuna regia politica. Solo una coincidenza. I due si sono ritrovati nello stesso spazio, quello della Cantina del Taburno, e tra un assaggio e l’altro si sono concessi un momento di confronto dal tono decisamente più leggero rispetto alle ultime uscite pubbliche.

A fare da “mediatore”, più che la diplomazia, è stata la nuova linea di spumanti della Cantina del Taburno, in degustazione proprio in quei momenti. Bollicine che, per qualche minuto, hanno avuto il potere di mettere tra parentesi vecchie ruggini e recenti contrapposizioni.

Il clima? Disteso. I sorrisi? Evidenti. Le distanze politiche? Rimaste, ma momentaneamente annacquate – o meglio, diluite – nel bicchiere.

Difficile immaginare che da un brindisi possa nascere un asse politico. Più facile pensare che, almeno per la durata di una degustazione, il confronto abbia lasciato spazio alla convivialità. Poi, finito il calice, ognuno tornerà probabilmente al proprio campo. Mastella al governo della Città di Benevento, Barone alle prese con le liste per le Elezioni comunali ad Avellino.