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Da coltura marginale a risorsa strategica. La rivincita del Cartamo passa attraverso il progetto europeo RUNFASTER4EU, di cui sono partner Novamont e Coldiretti Campania e punta a mostrare il potenziale di una coltura strategica per filiere agricole più sostenibili. Dai terreni improduttivi alle biomasse ad alto valore.
 
In agenda c’è anche un importante appuntamento. Giovedì 2 luglio 2026, alle ore 9:30, a contrada Cancelleria a Benevento, si terrà una visita in campo dedicata alle sperimentazioni sulla coltivazione del cartamo.
 
Obiettivo di RUNFASTER4EU è creare una filiera bio-based sostenibile e replicabile per la coltivazione su larga scala di colture oleaginose in terreni marginali. L’idea è trasformare superfici oggi improduttive in una risorsa per l’agricoltura e per l’industria, fornendo materie prime rinnovabili da destinare alla produzione di bioprodotti ad alto valore aggiunto. Il progetto valorizza in particolare gli oli vegetali e le biomasse residue, trasformandoli in prodotti bio-based innovativi per l’agricoltura e l’industria. Il cartamo, coltura resistente e adatta a suoli meno fertili, rappresenta uno dei casi studio centrali. Il programma della giornata.
 
La giornata si aprirà con il saluto introduttivo del vice presidente nazionale della Coldiretti Gennarino Masiello alla presenza del direttore di Coldiretti Benevento Remo De Ieso. A seguire, Novamont presenterà le attività sperimentali e i risultati delle prime prove di coltivazione del cartamo in campo. Subito dopo i partecipanti potranno osservare direttamente le colture e confrontarsi con i tecnici coinvolti nel progetto. L’incontro si concluderà con uno spazio dedicato a domande, confronto e scambio di esperienze tra partner del progetto, agricoltori, rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole e stakeholder del territorio. Innovazione e sviluppo per la Campania.
 
Per Coldiretti Campania la visita rappresenta un’occasione concreta per far conoscere agli agricoltori le prospettive offerte dall’innovazione nel settore delle bioeconomie. I terreni marginali, spesso esclusi dalle coltivazioni tradizionali, possono diventare una leva per un’agricoltura più sostenibile, resiliente e capace di generare nuove opportunità di reddito e sviluppo per l’area beneventana.