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L’indicazione politica uscita dall’assemblea provinciale di Casa Riformista a Salerno, con la richiesta esplicita di nominare Tommaso Pellegrino assessore regionale, rischia di produrre effetti che vanno ben oltre il perimetro riformista. Più che una semplice rivendicazione interna al centrosinistra, la mossa potrebbe infatti trasformarsi in un vero e proprio grimaldello capace di scardinare uno dei nodi politici più delicati nella costruzione della futura Giunta regionale della Campania.

Il punto è noto agli addetti ai lavori: il veto posto dal presidente Roberto Fico sulla possibilità di nominare assessori che non siano stati eletti in Consiglio regionale. Un principio ribadito più volte e che, finora, ha funzionato come linea di demarcazione rigida nella trattativa sugli equilibri di governo. Ma proprio la proposta di Casa Riformista rischia di incrinare questo schema.

Tommaso Pellegrino, infatti, pur rappresentando una figura di peso sul territorio e all’interno della coalizione, non rientra pienamente nel perimetro dei “nominabili” secondo il criterio fissato da Fico. Se l’indicazione di Pellegrino dovesse essere accolta, si aprirebbe inevitabilmente una breccia politica: cadrebbe il principio generale e, con esso, anche altri veti finora tenuti in piedi per ragioni di equilibrio più che di merito.

È qui che entra in gioco Noi di Centro. Il movimento guidato da Clemente Mastella osserva con attenzione le dinamiche in corso e sarebbe pronto a sfruttare l’occasione. Da tempo Mastella rivendica una rappresentanza piena in Giunta e, soprattutto, la necessità di garantire al Sannio una presenza stabile nell’esecutivo regionale. Un obiettivo rimasto finora sospeso proprio a causa del muro eretto sul tema dei non eletti.

Se il “caso Pellegrino” dovesse sbloccare la situazione, il leader di NdC avrebbe già pronta la sua mossa: l’indicazione di Giovanna Razzano come assessore regionale. Una scelta tutt’altro che casuale. Razzano è considerata una fedelissima di Mastella, figura di assoluta fiducia e profilo in grado di rappresentare politicamente e territorialmente il mondo centrista e il Sannio, chiudendo così una partita rimasta aperta troppo a lungo.

In questo scenario, l’uscita di Casa Riformista assumerebbe un valore che va oltre la legittima richiesta di riconoscimento per il consenso elettorale raccolto. Diventerebbe, di fatto, un assist politico per Mastella e per Noi di Centro, rimettendo in discussione l’impianto originario su cui Fico aveva provato a costruire la sua Giunta.

La partita è tutt’altro che chiusa. Ma una cosa appare chiara: se passa il principio dell’eccezione per Pellegrino, difficilmente si potrà negare spazio ad altri alleati.