La Samte Srl, società in house interamente partecipata dalla Provincia di Benevento, chiude con il passato e annuncia l’azzeramento dello stock dei debiti pregressi maturati dal 26 aprile 2016 ad oggi. Un risultato che segna, secondo i vertici dell’Ente, l’inizio di una nuova fase improntata a legalità, sostenibilità e trasparenza nella gestione del ciclo dei rifiuti nel Sannio.
A comunicarlo sono il presidente della Provincia Nino Lombardi e l’amministratore unico di Samte Domenico Mauro, che in una dichiarazione congiunta spiegano: “Abbiamo transattato tutti i debiti pregressi maturati dal 26/04/2016 ad oggi, per un importo complessivo di circa 2,5 milioni di euro, oltre al pagamento di 650.000 euro in arretrati ai dipendenti, attesi dal 2019”.
Non si tratta, precisano, di un azzeramento formale o improvviso, ma di accordi strutturati con pagamenti in corso attraverso piani di rientro concordati. Resta soltanto il debito verso il socio unico, la Provincia, garantendo così continuità operativa e solidità patrimoniale. Nel frattempo la tariffa del segmento provinciale è stata ridotta: dai 7,12 euro del 2021 ai 6,04 euro dell’anno in corso, con un alleggerimento diretto per i contribuenti sanniti.
Il percorso di risanamento arriva dopo anni segnati dall’emergenza rifiuti e, soprattutto, dall’incendio dello Stir di Casalduni nell’agosto 2018, che aveva aggravato una situazione già complessa, ereditata dalle gestioni precedenti e dalle discariche “post mortem” degli anni tra Novanta e Duemila. “I cittadini del Sannio sanno quanto sia stato faticoso convivere con emergenze e ritardi nel ciclo provinciale dei rifiuti. Ora vogliamo parlare chiaro e diretto di questo traguardo raggiunto”, affermano Lombardi e Mauro.
Sul piano tecnico, la relazione di novembre 2025 redatta con il contributo del professor Francesco Capalbo e dell’avvocato Gabriele Trombetta ha certificato una struttura economico-patrimoniale solida, in equilibrio tra impieghi e fonti, priva di criticità giuridiche tali da comprometterne le funzioni.
Parallelamente sono stati portati avanti interventi ambientali concreti. Allo Stir di Casalduni sono state rimosse definitivamente le 12mila tonnellate di rifiuti stoccati dopo l’incendio del 2018, restituendo funzionalità all’impianto. La nuova Autorizzazione Integrata Ambientale consentirà di trasformarlo in un hub di economia circolare, con compostaggio, trasferenza della differenziata, biodigestore e cogenerazione energetica.
Interventi anche sulle discariche provinciali: manutenzione dei sistemi di captazione del percolato, contratti continuativi per lo smaltimento e sistemi di videosorveglianza. A Sant’Arcangelo Trimonte è stata approvata la messa in sicurezza operativa della falda; a Montesarchio sono stati ripristinati convogliamento delle acque meteoriche e captazione del biogas; a Fragneto Monforte è stato completato lo svuotamento delle ecoballe residue dell’emergenza. A suggellare il percorso, la certificazione ISO 9001 sull’intero sistema gestionale e l’annuncio di un nuovo sito web aziendale per garantire maggiore accessibilità ai dati.
“Abbiamo transattato l’intero stock di debiti pregressi e avviato piani di rientro concreti, ma la vera misura del nostro lavoro è la fiducia che riusciremo a restituire ai cittadini del Sannio”, sottolineano ancora Lombardi e Mauro. Il presidente della Provincia rivendica “la bontà e l’efficacia degli indirizzi gestionali e amministrativi impartiti fin dall’insediamento”, mentre l’amministratore unico evidenzia la volontà di aprire una fase di confronto pubblico con incontri dedicati per presentare i progressi e raccogliere osservazioni.
Dopo anni di criticità, la società provinciale prova dunque a voltare pagina, puntando su conti in ordine, investimenti ambientali e dialogo con il territorio.




















