Non c’è più solo Gennaro Santamaria al centro dell’inchiesta sulla presunta concussione legata a una pratica edilizia. La Procura di Benevento ha esteso il raggio delle indagini iscrivendo nel registro degli indagati anche due figure interne all’Ufficio Urbanistica di Palazzo Mosti. Si tratta di Antonella Moretti, 46 anni, beneventana, dirigente del settore, e Maria Antonella Matticoli, 41 anni, di Isernia, funzionaria. Entrambe sono difese dall’avvocato Angelo Cutillo.
Parallelamente, la Procura ha disposto un accertamento tecnico non ripetibile sui dispositivi elettronici in uso a Santamaria (avvocati Antonio Di Santo e Andrea De Longis), sequestrati lo scorso 30 marzo. Nel dettaglio, gli inquirenti procederanno alla copia forense del contenuto di un iPhone 16 Pro Max e di un iPad, con l’obiettivo di acquisire eventuali elementi utili alla ricostruzione dei fatti al centro dell’indagine, legati a una presunta richiesta di denaro per lo sblocco di una pratica edilizia. Per le operazioni tecniche è stato nominato consulente informatico il dottor Lorenzo Laurato. Il conferimento dell’incarico è stato fissato per il 7 maggio 2026 presso la Procura di Benevento. Le parti coinvolte avranno la possibilità di nominare propri consulenti e partecipare agli accertamenti, che potrebbero rivelarsi determinanti per chiarire ruoli e responsabilità nell’ambito dell’inchiesta. L’indagine, dunque, entra in una fase delicata, con nuovi soggetti coinvolti e attività tecniche destinate a incidere sul quadro investigativo complessivo.
La ricostruzione della vicenda
L’indagine per concussione prende avvio da una denuncia presentata da un professionista, che ha segnalato ai Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Benevento una presunta richiesta di denaro per lo sblocco di alcune pratiche edilizie. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il dirigente avrebbe avanzato una richiesta complessiva di 70mila euro. Gli accertamenti sono scattati dopo la consegna di una prima tranche di denaro pari a 4mila euro in contanti, momento in cui è scattato l’intervento dei militari dell’Arma. Nel corso delle successive perquisizioni eseguite dai Carabinieri presso l’abitazione dell’indagato, sono stati sequestrati orologi di pregio per un valore stimato di circa 100mila euro e 157.400 euro in contanti, suddivisi in mazzette da 5mila euro ciascuna. Gli inquirenti hanno inoltre acquisito dispositivi elettronici e documentazione ritenuta utile alle indagini, con l’obiettivo di ricostruire eventuali rapporti e comunicazioni riconducibili alle pratiche oggetto di contestazione.
Dopo l’arresto, Santamaria è stato condotto in carcere e sottoposto all’udienza di convalida nel corso della quale si è avvalso della facoltà di non rispondere; al termine, il giudice ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti le esigenze cautelari indicate dalla Procura. La misura cautelare è stata successivamente sottoposta al vaglio del Tribunale del Riesame di Napoli, che ha rigettato la richiesta della difesa e confermato la custodia cautelare in carcere. I giudici della 12ª sezione penale hanno quindi ritenuto sussistenti i presupposti già individuati dal giudice per le indagini preliminari, respingendo l’istanza degli avvocati difensori.




















