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Erano 38 i tedofori che ieri hanno avuto l’onore e il piacere di accompagnare la fiamma olimpica per le strade di Benevento fino ad arrivare all’ultima tappa con la fiaccola stretta tra le mani di un emozionato Carlo Mazzone che ha avuto l’onore di accendere il braciere. E tra queste ce n’era uno, Rosario Meoli, che ha vissuto l’esperienza con gli occhi del bambino, con lo stupore nel vivere qualcosa di importante e grande. Un evento da poter raccontare e custodire per sempre.

“Portare la fiaccola – così inizia il suo racconto del vicesindaco di Cautanoè stata un’emozione unica. Un qualcosa che non si può raccontare, si sente dentro e se ne avverte l’emozione. Nel corso di quel tragitto ho provato grande gratitudine perchè mi sono reso conto che non tutti hanno potuto avere il privilegio di essere un ponte tra passato e futuro. Inoltre ho provato un grande senso di responsabilità perchè la fiamma non illumina solo il cammino ma chiede di custodire dei valori: pace, sacrificio e unità. Ho sentito un nodo alla gola quando mi sono reso conto che quel fuoco non brucia solamente ma accende memoria, appartenenza e promesse. E’ stata un’emozione unica che continuerà a camminare con me e dentro me”.