Un brutto episodio scuote il Comando della Polizia Municipale di Benevento e apre interrogativi pesanti su un clima interno che, da mesi, appare tutt’altro che sereno. Nella mattinata di lunedì 7 aprile, secondo quanto ricostruito, il vice comandante – unico maggiore in servizio – avrebbe aggredito un maresciallo al termine di una discussione degenerata, arrivando fino al contatto fisico, con mani al collo del collega.
L’episodio, su cui sarebbe già stata redatta una relazione interna, non rappresenterebbe un caso isolato. Già nei mesi scorsi, infatti, si sarebbero registrate altre tensioni culminate in un’aggressione ai danni di due agenti, sempre ad opera del vice comandante, poi costretti a ricorrere alle cure mediche.
A innescare l’ultimo scontro, secondo quanto trapela, sarebbe stato ancora una volta il tema delle turnazioni. Ma dietro la questione organizzativa si nasconderebbe una tensione ben più radicata. Da tempo, infatti, all’interno della Municipale si registrerebbe un malessere crescente legato alla gestione interna e agli equilibri di comando.
Una dinamica che, secondo più fonti, si inserirebbe in un rapporto stretto tra il vice comandante e Gennaro Santamaria, figura che – pur non appartenendo formalmente al corpo – avrebbe esercitato nel tempo un’influenza significativa sugli assetti organizzativi. Le informazioni raccolte raccontano di un ruolo particolarmente centrale assunto dal vice comandate nella gestione dei turni degli operatori, spesso comunicati direttamente e con cadenza regolare allo stesso Santamaria.
Non a caso, sempre secondo quanto emerge, il vice comandante avrebbe continuato a trasmettere le turnazioni anche all’indomani dell’arresto di Santamaria. Un dettaglio che colpisce: l’ultimo messaggio con i turni inviato tramite WhatsApp risulterebbe ancora oggi con una sola spunta, segno che il destinatario non lo avrebbe mai ricevuto, verosimilmente perché il cellulare risulta sotto sequestro.
È proprio in questo contesto che si inserirebbe il clima di frizione crescente. Una parte del personale, infatti, non avrebbe mai condiviso questo tipo di gestione, mostrando negli ultimi mesi segnali sempre più evidenti di insofferenza. Dall’arresto di Santamaria, la posizione del vice comandante – stando alle ricostruzioni – ne sarebbe uscita indebolita, contribuendo ad alimentare ulteriormente tensioni già latenti.
L’episodio di lunedì, dunque, si inserisce in una dinamica più ampia e complessa, fatta di equilibri interni saltati, rapporti incrinati e un comando che appare attraversato da divisioni profonde. Resta ora da capire quali saranno le conseguenze sul piano disciplinare e, soprattutto, se verrà fatta piena luce su una vicenda che, al di là del singolo episodio, solleva interrogativi sull’intero assetto organizzativo del corpo.





















