Memoria, territorio e partecipazione. La “Passeggiata della Memoria”, promossa dal Coordinamento di Libera Benevento presieduto da Maria Rosaria Ricci in collaborazione con Us Acli presieduto da Antonio Meola , e Jana Run Club Benevento, ha coinvolto questa mattina valori etici con un impegno di lotta al terrorismo e al malaffare della malavita organizzata e non, nel ricordo di quanti hanno sacrificato la propria vita affinché la nostra società fosse pulita e trasparente. Una passeggiata simbolica di circa ed un percorso podistico aperto di circa sei chilometri a tutti e in cui hanno partecipato circa una cinquantina di persone hanno ritrovato alcuni luoghi simbolo della città a partire dalla stele che in Villa Comunale ricorda due cittadini beneventani Raffaele Delcogliano, assessore regionale alla formazione professionale, ed Aldo Iermano, il suo autista, trucidati a Napoli dalle Brigate Rosse; la Chiesa di Santa Maria della Verità a ridosso del Teatro Romano dove perse la vita il parroco don Carlo Lombardi, ed Il Giardino della Memoria, alla chiesa di Santa Maria degli Angeli.
Come hanno spiegato gli Organizzatori, si è trattato di “un itinerario pensato per unire memoria, territorio e partecipazione, nel segno dell’amore per il proprio territorio e dell’impegno civile”. Un momento di raccoglimento, di memoria, ma anche di riflessione sulla condizione attuale della nostra società e delle sue istanze politiche ed istituzionali perché, quando la Stampa ha sollecitato la Coordinatrice di Libera, ad un confronto tra il Martire Delcogliano ed alcuni personaggi passati tristemente in questi giorni agli onori della cronaca nera, inevitabilmente ha dovuto fare un confronto impietoso per i tempi moderni. La Presidente di libera Benevento Maria Rosaria Ricci ha attaccato: “Occorre sensibilizzare, rinnovare l’ impegno anche nella memoria e nei valori che queste persone hanno incarnato nella loro vita. Immaginiamo i valori di Iermano e Delcogliano la politica che ha fatto dove purtroppo Delcogliano fu addirittura ucciso che addirittura e quello che ci vediamo oggi”. Quindi ha aggiunto: “Vogliamo sensibilizzare la memoria, quello delle vittime innocenti delle mafie e sensibilizzare la città alla conoscenza, la storie di queste vittime”.
La presidente ha inoltre parlato anche dei beni confiscati. In città in contrada Olivola c’è il bene confiscato a Ciotta che purtroppo vive un momento di stallo: “I fondi ci sono, ma non si muove nulla. La palazzina è stata riattata ma non ha avuto nessuna destinazione ad oggi. Ci sono altri beni in provincia attenzionati come a Castelvenere. Il lavoro è tanto, ma ci rasserena che il neo Prefetto Moscarella è molto sensibile a questa tematica per stimolare i sindaci coinvolti ad un riutilizzo di questi beni confiscati. Le camorre esistono nel Sannio e restituire alla collettività un bene è un obbligo e dovere civico”



















