Giuseppe Iannone, 67enne imprenditore di San Cipriano d’Aversa (Caserta), ritenuto dalla Dda di Napoli il “dominus” degli appalti Enel nel Casertano per conto del clan dei Casalesi, è stato assolto dalla Corte d’appello di Napoli, che ha confermato la sentenza di primo grado nel processo svolto con rito abbreviato.
Iannone, difeso dall’avvocato Ferdinando Letizia e, per i ricorsi amministrativi, dall’avvocato Mario Caliendo, secondo le indagini della Dda di Napoli era il “monopolista” sin dagli anni ’90 degli appalti Enel (l’azienda non è coinvolta) relativi agli scavi e alla sistemazione di cavi elettrici; una posizione raggiunta, secondo la Dda, grazie ad un rapporto storico con i vertici delle fazioni Schiavone e Zagaria del clan dei Casalesi.
Iannone era stato ritenuto responsabile anche di condotte estorsive verso altri imprenditori, e della sua presunta contiguità con il clan avevano parlato collaboratori di giustizia di peso come Nicola Schiavone, figlio del capo del clan dei Casalesi Francesco “Sandokan” Schiavone, e Giuseppe Misso.
Iannone fu arrestato dai carabinieri con il figlio Mario l’11 luglio di due anni fa; entrambi finirono in carcere, mentre il genero di Iannone, Mario Pellegrino, fu posto ai domiciliari.
Per quest’ultimo e per Mario Iannone il procedimento si è chiuso già durante la fase delle indagini preliminari con l’archiviazione, mentre per l’imprenditore 68enne l’assoluzione è arrivata in due gradi di giudizio.




















