“Siamo basiti ma non sorpresi. I tentativi di riorganizzazione del clan dei Casalesi a Casapesenna, Teverola, Casal di Principe, Mondragone, Castel Volturno e nella città di Caserta, li abbiamo denunciati diverse volte, leggendo i segnali del territorio e ascoltando chi ogni giorno non si dà per vinto. Abbiamo rappresentato le nostre preoccupazioni ma con le ultime operazioni dei Carabinieri e della Guardia di Finanza sotto la guida della Dda di Napoli siamo certi che i tentativi di tornare a riprendere il controllo delle nostre comunità resteranno vani”.
Così in una nota il Comitato don Diana commenta l’indagine della Dda di Napoli che ha portato in carcere otto tra esponenti di primo piano e gregari del clan Zagaria, in gran parte giovani tra i 25 e i 30 anni.
“Alle persone e soprattutto ai giovani – è l’appello del Comitato – che ancora si lasciano irretire dalle famiglie camorristiche degli Zagaria, Schiavone, Russo vogliamo dire: , avete tutte le possibilità e tutta una rete per evitare di cadere nella trappola mortale della camorra, ammaliati dalla droga, dal gioco d’azzardo, dalle armi.
I camorristi sono vigliacchi usurpatori della vita altrui e la nostra vita vale. Ai commercianti che vengono rapiti dalla paura di denuncia, diciamo: siamo un esercito al vostro fianco, nessuno mai sarà abbandonato, non pagate un solo centesimo”.






















