“Il quadro delineato dall’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere è agghiacciante. Nelle campagne tra Villa Literno e Mondragone si consumava uno sfruttamento sistematico: turni massacranti fino a 14 ore al giorno, nessuna sosta, 80 centesimi a cassetta e la minaccia di licenziamento per chi osava ammalarsi. Non stiamo parlando di semplice lavoro nero ma di una schiavitù moderna che umilia le persone e sfregia la nostra terra”.
Lo dichiara in una nota l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle, Danilo Della Valle.
“Un plauso doveroso va alla Procura e ai carabinieri del Nucleo ispettorato del Lavoro di Caserta per questa fondamentale operazione. Tuttavia, le sole indagini non bastano. Per sradicare il caporalato bisogna rafforzare concretamente gli ispettorati, oggi alle prese con gravi carenze d’organico, e costruire scudi reali per chi trova il coraggio di denunciare. Un lavoratore non può ribellarsi ai caporali se teme di perdere ogni mezzo di sostentamento o, peggio, di finire per strada.
Il ricatto sulla pelle di chi è vulnerabile e privo di documenti non può continuare a essere il motore occulto di certi profitti. Dobbiamo aggredire economicamente chi sfrutta e richiamare alle proprie responsabilità l’intera filiera agricola, isolando chi delinque per tutelare le tante imprese che invece lavorano onestamente e rispettano le regole. Il lavoro nei campi deve garantire diritti, sicurezza e una retribuzione dignitosa. Su questa battaglia di civiltà non faremo passi indietro”.


















