Sono stati ascoltati in procura i genitori del maresciallo dei carabinieri Giovanni Sparago, di 25 anni, originario di Curti (Caserta) ma in servizio alla stazione carabinieri di Borghetto Vara, suicidatosi il 22 aprile scorso con un colpo di pistola alla testa. La coppia, come anticipato dall’edizione spezzina de Il Secolo XIX, è stata ascoltata per diverse ore dalla sostituta procuratrice Monica Burani. Erano stati i legali di fiducia della famiglia Sparago, gli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, a chiedere l’audizione. Sulla vicenda il pm ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, al momento contro ignoti; un’ipotesi subito avanzata dai genitori di Sparago, che non hanno mai creduto alla storia del suicidio, ritenendo che il gesto del figlio fosse stato in qualche modo provocato.
I genitori hanno ricostruito gli ultimi mesi di vita del figlio. Nel frattempo sono iniziate le attività tecniche sui dispositivi elettronici sequestrati: telefonino, chiavette usb, pc e Ipad. Si attende intanto l’esito dell’autopsia effettuata presso l’Istituto di Medicina Legale di La Spezia il 23 aprile scorso.
I genitori hanno ricostruito gli ultimi mesi di vita del figlio. Nel frattempo sono iniziate le attività tecniche sui dispositivi elettronici sequestrati: telefonino, chiavette usb, pc e Ipad. Si attende intanto l’esito dell’autopsia effettuata presso l’Istituto di Medicina Legale di La Spezia il 23 aprile scorso.




















