È di esattamente 10.324 accendini il bilancio dell’inventario condotto lo scorso 23 maggio dall’Associazione Domizia su una singola parte dei rifiuti raccolti in cinque anni di attività sulle spiagge del litorale domizio, in particolare nel Comune di Castel Volturno ma anche a Pozzuoli.
Dal 2021 costantemente in prima linea nella tutela della flora e della fauna della costa domiziana, i volontari dell’associazione raccolgono rifiuti sulle spiagge libere, che non vengono però smaltiti in quanto confluiscono nel progetto di sensibilizzazione ambientale “Museo del Danno” sostenuto dalla Fondazione Mario Diana.
Il 23 maggio sono stati conteggiati gli accendini e catalogati per colore (con una netta maggioranza di quelli azzurri) con il supporto operativo degli scout dell’Agesci Campania. La stragrande maggioranza di questi diecimila accendini è stata raccolta sulla spiaggia alla foce dei Regi Lagni, cui si aggiungono i costanti ritrovamenti effettuati presso la foce del fiume Volturno (entrambi a Castel Volturno) e del canale di Cuma (Pozzuoli nel Napoletano).
Numeri
Una statistica storica che porta con sé una certezza ecologica disarmante: il 99% di questi rifiuti non è assolutamente stato abbandonato in spiaggia da chi frequentava quei litorali; nei tre tratti di costa interessati dai campionamenti pluriennali di Domizia, infatti, vige il divieto assoluto di balneazione. In particolare, la spiaggia dei Regi Lagni è completamente interdetta al pubblico da diversi anni su entrambe le sponde poiché area di cantiere.
Gli accendini, dunque, arrivano da lontano: gettati in modo irregolare ovunque nei centri urbani, anche a decine di chilometri dall’entroterra costiero, finiscono nelle caditoie stradali, da lì passano nelle reti fognarie e infine si riversano nel canale dei Regi Lagni, che funge da vera e propria “autostrada dei rifiuti” direttamente verso il mare di Castel Volturno e del resto della costa domitiana.
“In questa zona – dice Vincenzo Ammaliato, presidente dell’associazione Domizia – le attività delle ecomafie sono state quasi del tutto annullate da oltre un decennio grazie alle costanti azioni investigative e repressive di magistratura e forze di polizia. Ciononostante, l’ambiente resta sporco. In cinque anni abbiamo raccolto migliaiua di rifiuti in spiaggia, di ogni tipo, che si dovevano invece trovare in siti ecologici per la differenziata, oppure in inceneritori. Sicuramente non in mare e sull’arenile”.
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