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di Tracy Di Piro

Lella Palladino, sociologa femminista ed esperta di tematiche di genere, ha presentato il suo nuovo libro “Che sia l’ultima. Femminicidi e violenze di genere” al Circolo dei lettori di Capua e Mater Bistrot- Cose d’Interni Libri. L’autrice è fondatrice della cooperativa sociale EVA, che gestisce centri antiviolenza, case rifugio e progetti di autonomia economica per le donne vittime di violenza, ed è vicepresidente della Fondazione Uno Nessuna Centomila.  Ad introdurla, la giornalista Nadia Verdile e Concetta Gentili, avvocata, consigliera del comune di Capua e, come lei stessa ha sottolineato, attivista femminista e socia della cooperativa EVA. La giornalista Verdile ha sottolineato la profondità e la propositività dell’attività trentennale dell’autrice nella lotta e nella prevenzione alla violenza di genere e come il suo libro voglia porre attenzione non solo alle donne uccise (con riferimento ai terribili casi di cronaca), ma raccontare anche le storie delle tante, troppe donne che subiscono violenza fisica, verbale, economica, “gentile” che non fanno notizia, e che spesso subiscono in silenzio un’ulteriore violenza, quella del giudizio sociale che delegittima la loro posizione di uniche vittime. Tuttavia, per cambiare la storia bisogna educare: educare i giovani all’affettività e al rispetto.

L’avvocata Gentili ha raccontato con commozione e partecipazione la sua personale esperienza di socia della cooperativa EVA e del suo attivismo. Ha rammentato l’origine antica e radicata nell’ordine costituito della nostra società i ruoli-gabbia imposti alla donna e di come oggi più che mai le donne abbiano la necessità di riappropriarsi degli spazi pubblici e di partecipare perché la libertà è partecipazione. Non a caso, Lella Palladino ha deciso di prendersi spazio attraverso il racconto, come lei stessa ha affermato, e di raccontare la violenza in modo diverso da come fanno i media, puntando l’accento sulle disparità di potere tra uomo e donna, la bassissima occupazione femminile nel nostro Paese, specialmente nel nostro Sud, la diversità di educazione tra i sessi e l’assordante assenza delle donne nei luoghi di decisione. Il libro cerca di dare spiegazioni, spunti, soluzioni ai vari temi citati, ma soprattutto dare una voce e una speranza a tutte le donne ingiustamente zittite.