Tempo di lettura: 4 minuti

Lo stralcio riguarda 35 interventi già programmati nel settore sanità, per 99 milioni di risorse. A uscire dai progetti Pnrr in Campania, in pratica, sono 27 Case della Comunità e 8 Ospedali di Comunità.

In 21 casi ricadono nel territorio dell’Asl Salerno, in altri 7 ciascuno tra quelli di Asl Caserta e Asl Napoli 3. A comunicarlo è la giunta regionale, nella risposta scritta all’interrogazione di Raffaele Maria Pisacane, capogruppo di Fratelli d’Italia.

Motivo della “rimodulazione”: le “tempistiche realizzative risultano non più compatibili con il cronoprogramma previsto per il conseguimento del target T2 2026″. Ovvero, la scadenza del 30 giugno scorso nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Palazzo Santa Lucia però si affretta a lanciare rassicurazioni. “L’azione intrapresa, sulla base di specifiche richieste delle Asl quali soggetti attuatori esterni – recita la risposta -, non ha determinato alcuna cancellazione degli investimenti sanitari programmati, bensì una rimodulazione finalizzata a salvaguardare il pieno raggiungimento degli obiettivi Pnrr assegnati alla Regione Campania e, al contempo, a garantire la realizzazione fino a conclusione delle opere, mediante l’individuazione di diversa fonte di finanziamento”.

Gli interventi stralciati, infatti, “sono stati riallocati nell’ambito del Pr Fesr Campania 2021-2027“. L’ambito è dunque quello del Fondo europeo di sviluppo regionale. La giunta sottolinea che “la richiesta di rimodulazione è stata condivisa nell’ambito del Tavolo tecnico di gennaio 2026”, quindi “approvata dal Nucleo Tecnico del Ministero della Salute“.

La risposta a Pisacane – redatta dal Settore “Attuazione Opere Pubbliche e Interventi Strategici” – fornisce ulteriori precisazioni.

Ad esempio, attribuisce le motivazioni dello stralcio a “criticità tecniche, amministrative, autorizzative e procedurali emerse in fase di monitoraggio“.

In particolare, “sono stati rilevati ritardi nella progettazione esecutiva, nella verifica e – si legge nel testo – validazione dei progetti, difficoltà nell’acquisizione di pareri e autorizzazioni, problematiche archeologiche, paesaggistiche, geologiche e strutturali, nonché incrementi dei costi di realizzazione rispetto alle previsioni iniziali”.

E si ribadisce che “tali problematiche sono state rappresentate alla Regione Campania da parte delle Asl”. Alla data della rimodulazione, inoltre, gli interventi presentavano stati di avanzamento differenziati.

In diversi casi – spiega il documento – risultavano lavori avviati, in altre progettazioni esecutive concluse e validate, ovvero Pfte (Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, ndr) avanzati o progettazioni ancora in corso.

Tuttavia, l’elemento comune era rappresentato dall’impossibilità di garantire la piena attivazione entro il 30 giugno 2026″. Peraltro, al posto dei progetti usciti, sono previsti “interventi sostitutivi“. La ragione risiede nella “loro maggiore compatibilità” con la scadenza di giugno.

La giunta infine assicura un “monitoraggio rafforzato“, per “evitare ulteriori ritardi“. Pisacane tuttavia non si mostra persuaso. “Più leggiamo la risposta della Regione – dichiara il capogruppo di FdI – più è evidente come la toppa sia peggiore del buco”.

Sull’avvicendamento dei progetti, Pisacane invoca spiegazioni: “Se quei 35 non potevano arrivare in tempo, come hanno fatto altri 35 interventi a entrare nel Pnrr così a ridosso della stessa scadenza?”.

E intende sapere: “Di quali opere parliamo? Quando sono state scelte? A che punto erano? E soprattutto: quanti di questi nuovi interventi sono realmente arrivati al traguardo del 30 giugno?”.

Nel dettaglio, vorrebbe conoscere “su quali territori ricadrebbero, visto che le 35 opere non realizzate appartenevano a specifici territori e avrebbero dovuto assolvere a specifiche strategiche funzioni territoriali”.

L’esponente di Fdi pone una serie di interrogativi. Le informazioni invocate riguardano gli elenchi e i costi degli interventi sostitutivi. E sui progetti spostati sui Fesr, si chiede la data di realizzazione.

E potremmo continuare – aggiunge -. ce n’è abbastanza per invitare il ministro della Salute Orazio Schillaci di mandare gli ispettori in Campania. Se è tutto regolare, nessuno avrà nulla di che preoccuparsi”. Chissà a Roma come la pensano.

QUALI SONO I PROGETTI STRALCIATI DAL PNRR

È Salerno la provincia più interessata dallo stralcio. L’uscita dal Pnrr concerne ben 5 Ospedali di Comunità, da aprire nel capoluogo, a Sala Consilina, a Pollica (frazione di Acciaroli), Teggiano e Castel San Giorgio. Niente Pnrr anche per Case della Comunità previste a Mercato San Severino, Bellizzi, Sala Consilina, Tramonti, Bellosguardo, Castel San Giorgio, Acciaroli, Sapri, Pontecagnano, Cava de’ Tirreni, Giffoni Sei Casali, Oliveto Citra, Teggiano e Centola. In provincia di Caserta, i progetti rimodulati sono relativi agli Ospedali di Comunità di Piedimonte Matese, Marcianise e Roccaromana. Oltre a questi, ci sono le Case della Comunità di Piedimonte Matese, San Tammaro, Marcianise e Roccaromana. Nell’area sud di Napoli sono rimandati i progetti di Case della Comunità a Cicciano, Sant’Anastasia, Saviano, Cercola, Ercolano, Palma Campania e Pollena Trocchia.