Limiti alla circolazione di auto a Napoli, si paventerebbe il rischio “di determinare una vera e propria discriminazione economica, senza che sia dimostrata una proporzionalità tra i sacrifici richiesti e i risultati attesi”.
A sostenerlo è l’associazione Cittadinanza Attiva in difesa di Napoli, la quale ha scritto al Comune, alla Regione Campania e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Al centro della questione c’è l’ordinanza dirigenziale n. 1766 del 15 ottobre 2026: l’atto prevede dal 19 ottobre 2026 al 31 marzo 2027 “limitazioni alla circolazione sul territorio cittadino per diverse tipologie di veicoli (autoveicoli Euro 0 ed Euro 1 e diesel fino ad Euro 5)”, riassume Giovanni Natale, presidente delll’associazione. Premettendo di condividere “la necessità di tutelare la qualità dell’aria e la salute pubblica“, Cittadinanza Attiva ritiene “che misure di questo tipo debbano essere valutate considerando l’impatto concreto sui cittadini e sulle attività economiche”. Lo sguardo è rivolto “soprattutto su chi dispone di redditi più bassi e non può sostenere i costi per sostituire il proprio mezzo di trasporto”.
LA POSIZIONE DI CITTADINANZA ATTIVA IN DIFESA DI NAPOLI
L’associazione sottopone ad articolata critica la strategia anti inquinamento del Comune di Napoli. Partendo proprio dall’ordinanza del 15 ottobre. “Un simile provvedimento – afferma la mail – non risponde a una reale e organica strategia di risanamento ambientale, riducendosi a una penalizzazione sociale fondata esclusivamente sulle disponibilità economiche del singolo, mentre restano inattuate le altre azioni del Prtqua (Piano Regionale per la Tutela della Qualità dell’Aria, ndr)”. La questione, secondo Cittadinanza Attiva, “assume ulteriore rilievo alla luce del decreto-legge 28 settembre 2026, n. 167, entrato in vigore il 29 settembre, che ha differito al 1° ottobre 2027 l’avvio delle limitazioni strutturali previste per i veicoli diesel Euro 5 nelle aree interessate dalla normativa nazionale”. Infatti, “pur trattandosi di una disciplina riferita a specifici territori e non automaticamente estensibile alla Campania, si impone un chiarimento formale circa le ragioni per cui a Napoli si sia scelta una linea applicativa anticipata ed escludente per i diesel Euro 5 rispetto ai tempi del quadro regolatorio nazionale”.
Ricordando quanto “già sollecitato lo scorso anno”, l’associazione rileva “che diverse misure previste dal Piano regionale per la qualità dell’aria risultano ancora da attuare o da rendere pienamente efficaci”. Da qui, la richiesta: sospendere o ridimensionare radicalmente i blocchi veicolari, “subordinando qualsiasi eventuale restrizione alla previa e contestuale attuazione di interventi concreti sulle altre e ben più impattanti fonti emissive”. Ovvero: “La riduzione delle emissioni delle navi da crociera a Molo Beverello (tra cui l’elettrificazione delle banchine ex misura M5T01), lo spazzamento e lavaggio sistematico delle strade, l’incremento delle alberature urbane, il contrasto ai roghi illeciti di rifiuti, il potenziamento e calibramento tariffario del Trasporto Pubblico Locale e i controlli sulla combustione delle biomasse”. Per Cittadinanza Attiva, la tutela della salute pubblica richiede “una valutazione complessiva di tutte le fonti inquinanti e dell’effettivo contributo di ciascuna ai picchi di particolato”. A detta dell’associazione, “eventuali sforamenti dei limiti di PM10 non possono infatti giustificare un ricorso automatico ed esclusivo ai blocchi della mobilità privata – che incide in misura marginale sulle concentrazioni complessive anche a causa della risospensione delle polveri non spazzate – laddove si continuino a ignorare le sorgenti emissive primarie e i dati epidemiologici del Registro Tumori 2025 relativi all’area dell’Asl Napoli 1 Centro”.
LE RICHIESTE DELL’ASSOCIAZIONE
La riflessione di Cittadinanza Attiva sfocia dunque in una serie di richieste alle istituzioni:
Al Comune di Napoli: La sospensione, la revoca o la sostanziale rimodulazione dell’Ordinanza dirigenziale n. 1766 del 15 ottobre 2026, evitando che il risanamento dell’aria sia scaricato unicamente sulla mobilità privata di cittadini e lavoratori; – l’attivazione immediata e continuativa del lavaggio e spazzamento meccanico delle strade, unitamente a un piano straordinario di forestazione e piantumazione urbana basato su alberi e siepi ad alta capacità di cattura e abbattimento delle polveri sottili (PM10 e PM2.5) e di contrasto all’isola di calore, garantendone una costante manutenzione ed irrigazione. – la pianificazione prioritaria di un piano di rafforzamento del Trasporto Pubblico Locale, con il ripristino delle frequenze ordinarie, l’attivazione di corse straordinarie di supporto e l’introduzione di agevolazioni tariffarie temporanee, in modo da garantire una reale e accessibile alternativa di mobilità collettiva prima di applicare e sanzionare le restrizioni alla circolazione veicolare privata;
Alla Regione Campania: la sospensione o il differimento immediato delle restrizioni alla circolazione per i veicoli diesel Euro 5, recependo il quadro di proroga ministeriale di cui al D.L. n. 167/2026 e allineandosi alle scelte già formalizzate da diverse altre Regioni — prima fra tutte la Regione Lazio, che con apposita delibera di Giunta ha prorogato le limitazioni esistenti rinviando le restrizioni previste per la stagione 2026-2027, oltre al lavoro di salvaguardia svolto nel Bacino Padano — al fine di evitare gravi penalizzazioni economiche e sociali ai cittadini campani; – Di comunicare lo stato di attuazione aggiornato e dettagliato delle misure del Prtqa pertinenti al territorio cittadino (con particolare riferimento agli interventi M1T01 e M5T01 per le emissioni portuali e l’elettrificazione delle banchine al Molo Beverello), indicando le opere realizzate, i risultati ottenuti e il cronoprogramma di quelle pendenti; – Il rafforzamento dei controlli sui roghi illeciti e sulle emissioni da biomasse civili ed industriali; – La valutazione dell’impatto sanitario complessivo delle diverse fonti inquinanti sul territorio dell’Asl Napoli 1 Centro;
Al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: di fornire chiarimenti ufficiali sul coordinamento tra le limitazioni comunali/regionali e il decreto legge n. 167/2026 (che differisce al 1° ottobre 2027 i blocchi Euro 5 nel Bacino Padano), al fine di definire indirizzi uniformi e scongiurare ingiustificate disparità di trattamento a danno dei cittadini del Mezzogiorno.


















