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Annuncia l’uscita dalla maggioranza e le dimissioni da presidente della commissione Sport. In aula, il consigliere Gennaro Esposito lancia accuse alla giunta, al sindaco Gaetano Manfredi e anche al Pd. Una requisitoria scandita nel consiglio comunale di oggi, cominciata con la “solidarietà ai cittadini di Bagnoli. E non è un caso. Eletto con la lista Manfredi Sindaco, due anni fa Esposito è transitato nel gruppo misto, dopo l’ingresso in Azione. Lo scorso agosto, tuttavia, ha lasciato il partito di Calenda. E oggi completa la sua ‘traversata nel deserto’ con l’addio alla maggioranza. Una scelta che fa rumore. Perché alla base, Esposito postula l’esistenza di un’incompatibilità. Quella tra il suo mandato e la permanenza nella coalizione di Manfredi. “La giunta non si pone la questione della tutela del diritto alla salute e del vivere bene” sostiene. Davvero troppo per lui, noto avvocato delle battaglie contro la malamovida, con il suo comitato Vivibilità Cittadina.

Contro l’amministrazione, peraltro, Esposito ha ottenuto anche successi in tribunale. E per congedarsi dalla maggioranza, non sceglie un giorno qualsiasi. All’ordine del giorno, infatti, c’era la delibera di contrasto alla movida rumorosa di piazza Bellini e via Cisterna dell’Olio (rinviata poi in commissione). Una mossa cui la giunta è stata obbligata dalle sentenze del tribunale, favorevoli ai residenti. Anche qui, per ovvi motivi, il consigliere-avvocato fa un passo indietro. “Non parteciperò al dibattito – spiega – per ragioni giuridiche, morali, civiche e politiche”. Però punta il dito: “La mia mancata partecipazione è una responsabilità della giunta, non ha voluto fin dal primo giorno cogliere il benché minimo consiglio su temi cruciali che riguardano la vita delle persone. E se la politica non si occupa dei cittadini, che politica è?”. L’amministrazione è accusata di muoversi solo a seguito di “pronunce della magistratura, abdicando alla sua funzione politica che è di prevenire“. Ma nell’attacco di Esposito entra anche il tema salute. Nel mirino c’è “l’inquinamento delle navi”, problema da lui più volte denunciato. “La giunta, come per altre forme di inquinamento, non ha mai dato nessuna risposta” rileva sconsolato.

In un passaggio ricorda le preoccupazioni dell’ex assessore dem all’ambiente, Paolo Mancuso, anche sul boom di voli sulla città. E lancia una stoccata all’assessore Vincenzo Santagada: “Passata la delega (ai rifiuti, ndr) a lui nulla si è fatto più”. Il consigliere ne ha pure per il Partito Democratico, il cui neo assessore Valerio Di Pietro debuttava oggi. Si occuperà di Transizione digitale e smart city. “Il Pd aveva la delega all’ambiente e ai rifiuti (con Mancuso, ndr)- ricorda Esposito -, come è possibile che non rivendichi la sua leadership quando la città su ambiente e salute è molto indietro?”. E cita una delle tante statistiche: “Il Porto di Napoli 11esimo in Europa per inquinamento”. Già che c’è, Esposito si rivolge all’altra new entry in giunta, il fedelissimo del sindaco Carlo Puca. Oltre a quella per l’immagine, avrà la delega alla partecipazione. “Spero sia uno sforzo – sferza il consigliere – per far partecipare ai processi decisionali su Bagnoli, dove siamo andati molto indietro, e non sia un assessorato alla campagna elettorale”. Il vero bersaglio è però Manfredi. Esposito gli contesta una gestione personalistica, perché ci sono “stanze chiuse dove non entrano i cittadini, ma anche i consiglieri comunali”. Dal sindaco rivendica un distacco non solo politico, ma ormai personale e ideologico. “Qualche settimana fa – esemplifica – ho visto la signora Manfredi che entrava con un Suv a Palazzo San Giacomo, cosa anche legittima”. In quasi 15 minuti di intervento, scorre il film censurato della consiliatura. Dall’overturismo al caos tavolino selvaggio, passando per l’invasione di ristoranti al centro storico. Spesso argomenti tabù per i media locali, ma secondo Esposito anzitutto per l’amministrazione. La giunta li affronterebbe solo con “provvedimenti spot”, giudicati inefficaci. “La limitazione delle licenze al commercio – incalza – viene aggirata facilmente attraverso il fenomeno delle Librosterie”, trattorie mascherate da ritrovi per bibliofili. Tutto questo per “marcare la mia distanza dalla maggioranza” ribadisce il consigliere. “Non occuparsi dei cittadini è un grave errore politico” il suo anatema finale.

(Foto frame da Comune di Napoli/Youtube)