A Borgo Coroglio il commissario di governo decreta le caratterizzazioni del suolo, e Invitalia chiede il permesso ai residenti per le aree di proprietà privata. Tra gli inquilini però qualche dubbio serpeggia. Perché la memoria delle scosse è fresca, e il perforare terreni genera inquietudine. Anche se Invitalia, nel contattare i residenti, ha assicurato il carattere non invasivo dell’attività. Il soggetto attuatore dei lavori nel Sin Bagnoli-Coroglio deve effettuare indagini ambientali, geotecniche e archeologiche.
Invitalia spiega: trattasi di carotaggi dei terreni, prelievo di campioni e indagini in sito. Operazioni necessarie ad ottemperare alle prescrizioni della Conferenza dei servizi, in seguito approvate dal decreto del commissario di governo, Gaetano Manfredi. Vanno eseguite questo mese nelle aree esterne del Borgo, come strade e viali. Tra queste, le vie d’accesso agli immobili dei residenti. Saranno precedute dai rilievi dei sottoservizi. Si informa anche che le imprese appaltatrici lavoreranno alla presenza dell’Arpac, quale ente di controllo. Peraltro, Invitalia ha inviato sì ai residenti una richiesta d’accesso in via bonaria. Con un’avvertenza però, essendo attività di pubblica utilità: la disponibilità dei propritari sarebbe dovuta pervenire entro il 27 agosto. In caso contrario, l’autorizzazione sarebbe stata chiesta direttamente al commissario di governo, bypassando i residenti. Cittadini su cui da anni pende la procedura d’esproprio delle case, nell’ambito del piano di rigenerazione del Sin Bagnoli-Coroglio.
“A fine luglio ci sono arrivate le raccomandate – racconta Paola Minieri, portavoce del Comitato di proprietari residenti -.Ovviamente noi appena vediamo una comunicazione di Invitalia ci spaventiamo, perché pensiamo subito l’esproprio”. Invece si trattava si altro, come appurato. “Ci siamo riuniti, ne abbiamo parlato e – riferisce Minieri – la prima cosa detta è stata che questa è zona rossa, quindi che vogliono trivellare, dove vogliono andare?”. Proprio il 31 luglio, per puro caso, si è registrata la scossa più violenta degli ultimi 40 anni. Per i Campi Flegrei una data indimenticabile. La preoccupazione è stata condivisa con gli amministratori dei viali. E al momento, c’è chi non ha firmato la liberatoria a Invitalia. E sussiste un ulteriore motivo di perplessità, per i residenti. Durante le perforazioni, si prevede l’interdizione alle auto del passaggio carrabile ai viali. Anche quelle di chi paga un canone mensile per la sosta condominiale. “Ci sono persone invalide e – spiega Minieri – in caso di problema avrebbero bisogno urgente di avere una macchina sotto al palazzo, per scappare in ospedale”.


















