No alla richiesta di accesso agli atti sulla cessione dell’area ex Cementir di Bagnoli, passata dalla Basi 15 Srl (Gruppo Caltagirone) ad Invitalia Spa. Così si è sentito rispondere il consigliere comunale Gennaro Esposito dall’Agenzia nazionale per lo sviluppo, controllata al 100% dal Mef. Invitalia ha acquisito i suoli nell’ambito di una transazione tra gruppo Caltagirone e Commissariato di governo per Bagnoli. Come si evince dai social di Esposito, l’agenzia nazionale spiega di non poter fornire la relativa documentazione, trattandosi di rapporti negoziali tra privati. Atti, a detta di Invitalia, non suscettibili di pubblica divulgazione.
Non era la sola richiesta di informazioni, da parte del consigliere comunale. Ma per Invitalia, il no è proprio tombale. Secondo la società, Esposito non avrebbe diritto a chiedere nulla. Sia perché i suoi poteri di accesso esisterebbero solo nei riguardi del Comune di Napoli. E sia siccome negli affari di Invitalia nessun cittadino potrebbe entrare, ritenendosi esclusa dalla legge sulla trasparenza, riservata solo ai soggetti di diritto pubblico. Con magnanimità, la spa del Mef si dilunga però nella risposta, in un’ottica di collaborazione con il consigliere. E dunque fornisce una serie di puntualizzazioni.
Sulle notizie chieste circa le procedure di affidamento, i contratti di appalto e le consulenze per Bagnoli, informa che i documenti risultano già pubblicati sulla piattaforma “InGate” e sul proprio sito istituzionale, nelle sezioni ‘trasparenza’ e ‘procedure di gara’. Ma lo scorso 30 marzo, identica richiesta Esposito aveva inviato al Commissariato di governo per Bagnoli. Replica della struttura commissariale: i documenti richiesti non rientrano nelle proprie attività, ma in quelle di Invitalia. Appunto. “Bagnoli Segreto di Stato“, commenta l’insoddisfatto consigliere.




















