Festa privata ieri per 600 persone al Real Bosco di Capodimonte. Si festeggiava il 45esimo anniversario della Nova Marine Holding S.A dell’armatore Vincenzo Romeo di Santillo. L’evento si è svolto dopo regolare accordo tra la direzione generale del Museo e Real Bosco di Capodimonte, e la società. Il canone di concessione ammonta 194mila euro, oltre 42.240 euro per le spese di vigilanza, coordinamento e l’assistenza tecnica e amministrativa del personale dipendente del Ministero della Cultura. Eventi privati a Capodimonte sono previsti dalla normativa di settore. Ma non sono mancati dubbi e qualche polemica.
La rete sociale No Box-Diritto alla città ha posto alcune domande al direttore del Real Bosco e Museo, Eike Schmidt. “Il 25 giugno il Museo e Real Bosco di Capodimonte – afferma l’associazione – ha pubblicato un avviso con cui informava i cittadini che sabato 4 e domenica 5 luglio 2026 l’area del Belvedere del Real Bosco di Capodimonte sarebbe stata chiusa al pubblico, senza fornire ulteriori spiegazioni. A questo punto le rivolgiamo alcune domande, certi che i cittadini abbiano diritto a risposte chiare e trasparenti. Esiste una relazione tra la chiusura dell’area del Belvedere e la grande struttura che da giorni viene allestita sul prato con bobcat, camion, mezzi pesanti e decine di operai? Per quale evento è stata autorizzata la realizzazione di questa imponente struttura e perché non è stato comunicato ai cittadini il motivo della chiusura dell’area? Corrisponde al vero che si tratta di un evento privato ed esclusivo, non aperto al pubblico e non collegato al Campania Teatro Festival? Quale canone è stato eventualmente corrisposto per l’utilizzo di un bene pubblico come il Real Bosco di Capodimonte? A quanto ammonta? Come saranno utilizzate le eventuali somme incassate? Saranno reinvestite nella tutela, nella manutenzione e nella valorizzazione del Real Bosco? Perché da anni ai cittadini è vietato sedersi sull’erba o lasciare che i bambini giochino sui prati per tutelare il verde, mentre gli stessi prati possono essere occupati per giorni da mezzi pesanti e decine di operai? Sono state effettuate valutazioni sull’impatto dei mezzi pesanti e degli allestimenti sul prato e sul patrimonio ambientale del Bosco? Se sì, saranno rese pubbliche? Ritiene che le regole debbano valere allo stesso modo per tutti oppure possano cambiare quando si tratta di eventi riservati a pochi? Il Real Bosco di Capodimonte è un bene comune. Non appartiene a un direttore, a un circolo di amici o a soggetti privati. Appartiene alla collettività e, proprio per questo, chiediamo trasparenza, rispetto delle regole e pari diritti per tutti i cittadini. Non ritiene che, in futuro, eventi privati che comportino limitazioni alla fruizione di un bene pubblico debbano essere preventivamente illustrati ai cittadini, garantendo la massima trasparenza sulle autorizzazioni rilasciate e sui benefici economici per la collettività?”.
Anteprima24 ha contattato il sito museale, chiedendo chiarimenti in merito. “Si tratta di un evento privato, l’area è in concessione, secondo la normativa – ci rispondono -.Tutto l’incartamento è sul sito della Trasparenza del Museo, tutte le attività sono state autorizzate. La cifra che è stata pagata, che comprende i lavoratori, è di circa 240 mila euro, che vanno tutti a beneficio del museo. Da premettere che il Bosco di Capodimonte non è mai stato chiuso, l’accesso è gratuito sempre. Ieri era una giornata di ingresso gratuito che è andata benissimo. L’unico piccolo disservizio, che è stato dal museo comunicato già da circa dieci giorni, con cartelli, social, monitor, è che una porta si è chiusa due ore prima del solito, ma le altre erano tutte aperte, e che una piccola area del Belvedere per due giorni è stata non raggiungibile dal pubblico. Sono 134 ettari, quindi un piccolo angoletto ci poteva anche stare. È una cosa che si fa normalmente a Palazzo Reale, a Pompei, ovunque si fanno concessioni. In questo caso è stata una concessione esterna, che non ha riguardato sale del museo. Nulla di particolare è accaduto rispetto alle normative vigenti. Naturalmente c’è poi il prato, è ovvio che quando si fanno queste grosse cose l’area te la restituiscono anche meglio di come l’hanno avuta. Se storcono un filo d’erba hanno il contratto con il manutentore che te lo devono lasciare identico”.

















