Al Liceo Alberti non cala la tensione, dopo quasi tre settimane di stop alle lezioni. Sul sito della scuola, una nota annuncia il parere negativo dell’Usr all’utilizzo della didattica a distanza. La notizia è accolta male da varie famiglie. E anche per questo, ma non solo, per martedì 17 febbraio i genitori hanno indetto una protesta. Nel mirino ci sono la Città Metropolitana di Napoli, proprietaria del plesso, e la ditta dei lavori, finanziati dal Pnrr e partiti quasi 2 anni fa. Il cantiere dovrebbe essere in dirittura d’arrivo. Tuttavia la preside Silvia Parigi giorni fa, in una lettera pubblica, ha denunciato i disagi di un biennio di convivenza tra comunità scolastica e lavori.
In tutto ciò, l’ultima tegola – specificano dalla Città Metropolitana – non sarebbe nemmeno riconducibile al cantiere. Il parziale distacco della scala antincendio, causa dell’interruzione alle attività didattiche, sarebbe dovuto ad una perdita idrica. Ma è soltanto l’ultimo guaio, in ordine di tempo, di questi anni travagliati al liceo di via Pigna. “Il Direttore Generale dell’Usr Campania – comunica la scuola – ha espresso parere negativo riguardo all’utilizzo della Ddi, anche in situazione emergenziale”. E pertanto, “in mancanza di diverse disposizioni da parte del medesimo ufficio e/o dell’Ufficio Tecnico della Città Metropolitana, e – precisa la comunicazione – nel rispetto delle delibere acquisite dagli OO. CC.(organismi collegiali, ndr), si dispone l’allegato turno di rotazione delle classi dal 18 al 21 febbraio”.
In pratica, all’Alberti si va avanti così da una ventina di giorni: possono entrare solo 240 studenti su circa mille, due volte a settimana, per tre ore. Devono dividersi gli spazi del piano terra, unica area disponibile nell’immobile. La scala interna, infatti, è appena stata riconsegnata dopo l’intervento di riqualificazione: ma non è utilizzabile perché sarebbe l’unica via di fuga in caso di incendio. E la pazienza di molti sta giungendo al limite. Martedì prossimo alle 9:00, davanti all’Alberti, si terrà una manifestazione “per denunciare la grave situazione”. Lo slogan: “Uniamoci per difendere il diritto alla studio dei nostri ragazzi”. Secondo la nota diffusa dalle famiglie, “questa situazione è inaccettabile e va fermata”. Con Città Metropolitana e ditta dei lavori, le critiche colpiscono anche l’Ufficio scolastico regionale: avrebbe lasciato i ragazzi “senza alternative”, negando la didattica a distanza. Lo stesso giorno della protesta, si terrà un sopralluogo a scuola. Vigili del fuoco e tecnici della Città Metropolitana valuteranno, con la dirigente scolastica, soluzioni per alleggerire quantomeno l’emergenza.




















