Tempo di lettura: 3 minutiAl Comune di Torre Annunziata, dove il prefetto di Napoli Michele di Bari ha nominato (su delega del ministro dell’Interno) una commissione di indagine per verificare la sussistenza di “tentativi di infiltrazione e/o di collegamenti della criminalità organizzata nel contesto dell’amministrazione dell’ente”, ancora ufficialmente non si conoscerebbero le motivazioni di questa decisione. È quanto trapela da fonti vicine al sindaco Corrado Cuccurullo, che si è detto “amareggiato e dispiaciuto” per la decisione, pur dichiarandosi “assolutamente tranquillo”. Cuccurullo si è insediato alla guida della città vesuviana al termine delle elezioni conclusesi col ballottaggio del 24 giugno 2024, mettendo fine a quasi due anni di commissariamento causato dallo scioglimento per infiltrazioni camorristiche della precedente amministrazione, quella guidata da Vincenzo Ascione (espressione del centrosinistra come Cuccurullo). In questo anno e mezzo non sono mancate le polemiche, come viene sempre ricordato da ambienti vicini al Comune. Le più eclatanti hanno riguardato prima la decisione del prefetto Di Bari di imporre il percorso relativo alla processione della sentitissima Madonna della Neve nell’ottobre del 2024, con un percorso che aveva evitato di toccare punti ritenuti “a rischio” anche per la presenza di esponenti dei clan cittadini, e poi le dimissioni del capostaff del primo cittadino, Pierpaolo Telese, giunte al culmine di polemiche e tensioni sfociate in inchieste sull’attività dell’amministrazione condotte da carabinieri e Guardia di Finanza.
“Apprendo che Sua Eccellenza Michele Di Bari, Prefetto di Napoli, ha nominato la commissione d’indagine volta a verificare la sussistenza di tentativi di infiltrazione e/o di connessioni con la criminalità organizzata all’interno del Comune di Torre Annunziata. Una decisione che va rispettata, ritenuta necessaria dal Prefetto per fare chiarezza sulle dinamiche interne all’amministrazione dell’Ente; al contempo, però condivido anche il rammarico del sindaco Cuccurullo. Le Amministrazioni locali vanno affiancate per essere meglio indirizzate ad un costante e netto contrasto a tutte le varie sfaccettature di un possibile tentativo di infiltrazione delle criminalità organizzate. Ad oggi esisto solo l’art. 143 del TUEL che prevede solamente lo scioglimento dei Comuni come unico mezzo di prevenzione.
In un contesto complesso come quello di Torre Annunziata, così come di molti Comuni limitrofi, non possiamo limitarci alle sole verifiche: va innescato un cambio di rotta dal punto di vista culturale per spezzare la catena che troppo spesso unisce istituzioni e criminalità organizzata. Dobbiamo investire nei giovani, nella scuola, nell’insegnamento e nell’educazione civica se vogliamo davvero combattere la camorra. Gli strumenti repressivi e d’indagine sono assolutamente necessari, ma risultano inefficaci se non vengono accompagnati da politiche serie di sviluppo sociale”. Lo ha dichiarato Ciro Buonajuto, vicepresidente nazionale ANCI con delega alla legalità e consigliere regionale della Campania.