La Giunta Manfredi approva la proposta del Regolamento del Verde. “Il primo nella storia dell’Amministrazione cittadina” gonfia il petto una nota. Si annuncia “un punto di svolta”, dotando “l’ente di uno strumento organico per la tutela, la manutenzione e lo sviluppo sostenibile del patrimonio arboreo e delle aree naturali urbane”.
I cardini del provvedimento sono indicati in Gestione del Patrimonio (“Norme dettagliate su potature, abbattimenti, trapianti e sostituzioni di alberature, sia in ambito pubblico che privato”); Progettazione Urbana (“Criteri univoci per la realizzazione e la riqualificazione di parchi e giardini storici”); Tutela Ambientale (“Protezione delle aree di maggiore pregio naturalistico e della biodiversità urbana”); Fruizione e Partecipazione (“Disciplina delle modalità di accesso agli spazi verdi e promozione della cura condivisa, incentivando i cittadini e le associazioni a partecipare attivamente alla manutenzione e valorizzazione del bene comune”).
L’assessore al Verde, Vincenzo Santagada, parla di “risultato storico”, elogiando un lavoro svolto “complesso ma necessario”. Ora la delibera deve passare al vaglio del consiglio comunale, per l’ok definitivo. Nell’attesa, giungono le prime reazioni da sigle ambientaliste. Lapidaria la rete sociale No Box – Diritto: “Regolamento bocciato”. Gli attivisti, peraltro, non sperano in modifiche “nel senso da noi auspicato” in consiglio, accusando tra l’altro le forze politiche di “subordinazione al Sindaco”. Il nodo è sempre il rapporto tra privati e verde pubblico (titolo III del Regolamento). Uno spettro contro cui si battono alcuni settori dell’ambientalismo cittadino. Associazioni le cui proposte non sarebbero “state prese in considerazione”, a differenza di quelle di altre realtà, “che hanno da sempre sposato il principio secondo il quale è giusto e necessario far “entrare” nella gestione e manutenzione del verde pubblico, soggetti privati”. La polemica sembra solo all’inizio.



















