Tempo di lettura: 2 minuti

Donald Trump riceverà a Washington una copia de “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria. A inviargliela è Andrea Iovino, presidente di BIMED – Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo, con una lettera aperta, durissima, pubblicata sul sito ufficiale della Biennale.

“Non sono un suo estimatore, Presidente, ma credo fermamente e cristianamente nella possibilità che ogni uomo ha di redimersi”, esordisce Iovino. Il libro, spiega, è tra quelli che “debbono essere irrinunciabilmente letti, da tutti, in particolare dai potenti della terra”.

Nessun appello alla sensibilità: “Non riesco a concepirne l’identità, se non le è bastato ciò che sta avvenendo a Gaza, ciò che ha scientemente determinato nel Sud America, quanto si sta perpetrando in Ucraina”.

Iovino, che vive “in prossimità della Napoli che è Capitale mondiale dell’incontro”, cita un proverbio napoletano: “In mancanza di uomini di bene facettero a tata Sindaco. A lei per la stessa ragione l’hanno fatta Presidente dello Stato più potente del mondo”. Poi l’invito a scendere in strada, sedersi accanto a un clochard e scoprire che “pur non avendo nulla si può essere ricchissimi”.

Una lettera che si chiude con l’augurio di tornare “a sentire e vivere la bellezza dell’umano”, per fermare i tanti “Trumpini al potere che stanno destrutturando il civile”. Chissà se mai il Presidente d’America aprirà il plico, già in viaggio e, magari, leggerà davvero la missiva. Per la risposta basterà seguire le prossime mosse di una geopolitica che decide dell’umanità restando in una cassaforte dorata e blindata.