E’ l’esito del processo nei confronti di Pino Grazioli, accusato di diffamazione aggravata nei confronti del patron del ‘Riformista’ Alfredo Romeo, in continuazione (art. 595-81, cp). L’accusa chiedeva sei mesi di reclusione.
Il giudice, Dott. Di Giovanni, sesta sezione penale, all’esito delle discussioni, requisitorie e arringa dell’Avvocato Viscusi, ha condannato ad un’ammenda di il giornalista, ma con pena sospesa e non menzione nel casellario giudiziale. Praticamente una assoluzione “condizionata” ad un buon comportamento nei prossimi due anni. I fatti risalgono all’omicidio efferato di Antonio Natale, nell’ottobre 2021.
Il giornalista, autore del ritrovamento del corpo del giovane, ebbe modo di accusare in una diretta il Riformista, che aveva attaccato il giornalista di sciacallaggio mediatico, ma i fatti gli diedero ragione, in quanto furono identificati i responsabili di quell’efferato omicidio, nel clan Bervicato, condannato Domenico ad anni 18. Oggi dopo una arringa fiume del penalista Viscusi, la decisione di irrogare una ammenda al giornalista.
Tale pronuncia trattasi di un precedente unico nel panorama giuridico afferente le diffamazioni a mezzo social.

















