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Il mezzogiorno e la Campania hanno “nelle rinnovabili un’occasione storica perché il potenziale rinnovabile è più forte nel centro-sud e nelle isole”. A parlare è Giuseppe Onufrio, già direttore di Greenpeace Italia per un quindicennio, fisico di formazione, ricercatore in campo ambientale ed energetico e attivista ambientalista dagli anni ’70. Del tema rinnovabili si discuterà domani, martedì 9 giugno 2026 alle ore 18 al Circolo Canottieri Napoli per la presentazione del libro “L’illusione del nucleare e la rivoluzione delle rinnovabili” ( Ambiente 2026). Autori del testo sono Onufrio e Gianni Silvestrini, presidente del Kyoto Club. Sono previsti gli interventi dell’attrice Marisa Laurito, Presidente di Fermatevi Ets, dell’assessore regionale Claudia Pecoraro, del sindaco Gaetano Manfredi, di monsignor Gennaro Matino, di Gaetano Benedetto del Wwf Italia, del politologo Ottorino Cappelli. L’incontro, moderato dalla giornalista Ilaria Urbani, vedrà l’introduzione dell’ex vice sindaco Nino Daniele, e il coordinamento scientifico di Giulia Agrelli di Fermatevi Ets.

Per il centro-sud – ribadisce Onufrio – è un’occasione per diventare centri di produzione di energia a basso costo”. Tutto a posto, dunque? Non proprio. “Il problema fondamentale – spiega l’ambientalista – è il percorso autorizzativo che è un percorso misto nazionale e regionale, quindi abbiamo troppi progetti bloccati, sia dalle soprintendenze, sia dal ministero dei beni culturali”. Quindi Onufrio accusa il governo: “La situazione paradossale è che il governo è stato a chiedere in Europa flessibilità con l’obiettivo di dare ancora soldi per abbassare le accise, e la Commissione le ha detto che la flessibilità la può usare per le rinnovabili, ma le rinnovabili sono state frenate proprio dal governo Meloni”.

All’incontro di Napoli, i promotori vogliono diffondere un concetto. “Petrolio e gas – sostiene Onufrio – oltre a essere una delle cause principali della crisi climatica, sono quelli per cui si fanno le guerre. E la crisi che vediamo in Iran è anche legata a questo e non è la prima volta che succede”. Quindi, secondo l’esperto, “se vogliamo combattere la crisi climatica e promuovere la pace dobbiamo fare una sterzata importante sulle rinnovabili”. In termini concreti, come? “In Italia significa alleggerire la burocrazia, avere procedure più snelle, evitare i vari blocchi regionali, da questo punto di vista la Campania come la Puglia un po’ di rinnovabili ne hanno fatte, ma si può fare molto di più ed è nell’interesse sia dell’Italia come paese per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, sia interesse del centro-sud per giocare un nuovo ruolo nella transizione energetica”.

Il confronto verterà inoltre sul nucleare. Argomento quantomai urgente, dopo l’ok alla Camera alla legge delega sull’uso dei piccoli reattori. “Viviamo un dibattito su un nucleare che non esiste perché – sottolinea Onufrio – uno dei messaggi del libro è che di questi piccoli reattori modulari non ce n’è neanche uno in nessun paese occidentale, nemmeno come prototipo, e che non sono né modulari perché nessuno, nemmeno i cinesi, li hanno costruiti in fabbrica in serie e non è piccolo. I reattori di cui si parla, come quello di cui hanno iniziato la costruzione in Canada è il doppio della centrale del Garigliano di Sessa Aurunca”. Perciò, “quando sentiamo dire da qualche ministro che questi reattori ce li possiamo mettere in cantina, dicono il falso”. Altrettanto avverrebbe evocando la “riduzione dei costi in bolletta rispetto a uno scenario senza nucleare. Il nuovo nucleare costa più del gas e anche gli studi di analisi di sistema mostrano che non è vero”. In definitiva, secondo Onufrio, “il nuovo nucleare è costosissimo, il secondo falso è che sia sostenibile. Per la tassonomia europea rientra tra le tecnologie su cui si può investire e quindi le banche e gli enti finanziari possono avere un investimento tra virgolette verde, se però il deposito delle scorie a bassa e media attività è già operativo e se il deposito delle scorie ad alta attività è già stato deciso e approvato a livello di progetto, cosa che non è vera nell’una o nell’altra in Italia”. Ma i detrattori delle rinnovabili obiettano: ci sono difficoltà a produrre tale energia su larga scala. “Non è così – ribatte Onufrio -: la stessa Cina che promuove il nucleare, con il nucleare fa il 4,5% e con le rinnovabili fa il 33%”.