Francesca Pascale sta conducendo una campagna elettorale senza sosta, a favore ovviamente del Sì. Per convinzione, certo, ma anche perché questa riforma è stata sempre fortemente voluta da Silvio Berlusconi, la cui mancanza si sente eccome in questi mesi di confusione politica. Ci teneva tantissimo, Berlusconi, a riformare la giustizia e a separare le carriere di pm e giudici. La Pascale, portavoce del Comitato “Chi accusa non giudica”, insieme a Gabriele Elia, cofondatore del Comitato e instancabile alfiere delle ragioni del Sì, sono ad Andria per l’ennesima iniziativa. Francesca risponde ad alcune domande di Anteprima24.it.
Pochi giorni al voto per confermare la riforma che tanto voleva Silvio Berlusconi. Secondo lei la gente ha capito fino in fondo i contenuti?
“Secondo me le persone che hanno a cuore la politica e i vari aspetti che la caratterizzano hanno avuto modo di informarsi adeguatamente. Quello che ha ostacolato la piena comprensione dei quesiti è stata la polarizzazione tra i due schieramenti politici contrapposti, che hanno fatto diventare una questione tecnica un fatto ideologico. Questa riforma non ha un colore politico, ma è una questione di valori: il rispetto della magistratura, il rafforzamento degli stessi poteri della magistratura attraverso la separazione delle carriere e il sorteggio dei componenti del Csm, per togliere i magistrati dallo scacco delle correnti politicizzate. Vivo questa situazione da cittadina ma soprattutto per essere stata al fianco di Silvio Berlusconi, che è è stato uno dei protagonisti politici maggiormente vessati non dalla magistratura, ma da quello che io chiamo il partito dell’Associazione Nazionale Magistrati. Con Berlusconi non hanno avuto alcuna riserva”.
Se dovesse vincere il No, secondo lei cosa accadrebbe?
“Temo fortissime ripercussioni. Ho sempre avuto stima di Gratteri, e quando dice certe cose le ascolto con attenzione. Non ha mai ritrattato né chiesto scusa. Mi dispiace per chi si sta affannando per il No: abbiamo visto una piazza poco affollata, del resto la riforma la volevano gli stessi esponenti politici che ora la contrastano, da Conte al Pd, e devo dire che tra i Dem ci sono molti che hanno avuto il coraggio di dire Sì. Lo stesso Grillo tace ed è in difficoltà, perché la riforma la volevano proprio i 5 stelle. La volevano tantissimi esponenti di tutti i partiti, giuristi, accademici. Ora dicono No solo per andare contro il governo, mi sembra veramente molto triste”.




















